Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)

sabato 18 febbraio 2012

Giorgio Vasari (1511-1574)


Giorgio Vasari - Perseo e Andromeda, La nascita del corallo (1570)
olio su lavagna - 117 x 100 cm - Firenze, Palazzo Vecchio, Studiolo di Francesco I

Il corallo è un antichissimo amuleto di valore apotropaico per i neonati, ancora oggi diffuso. Secondo la tradizione pagana i rametti appuntiti infilzavano il malocchio lanciato per invidia, mentre per i cristiani il suo colore rosso ricordava il sangue di Cristo, infatti veniva usato già nel medioevo per i reliquiari della Croce. Il corallo assumeva così la valenza di simbolo della doppia natura di Cristo, umana e divina. Per questo si trova in numerosi dipinti rinascimentali, come la Madonna del solletico di Masaccio, la Madonna di Senigallia e la Pala di Brera di Piero della Francesca.

Per quanto riguarda la rappresentazione della nascita del corallo il Vasari propone delle varianti molto particolari, egli infatti inserisce l’episodio nel momento errato della narrazione (secondo le fonti avviene dopo l’uccisione del mostro, ma prima della liberazione di Andromeda); inoltre, a ben vedere, il corallo non nasce dal contatto della testa di Medusa con le alghe marine come nelle fonti, ma dalla pietrificazione del sangue della stessa Gorgone al contatto con l’acqua.  

Sullo sfondo della scena, mentre Tritoni e Nereidi nuotano nel mare da una parte e dall’altra, alcuni personaggi girano un argano per recuperare il corpo del mostro, il quale è ancora in acqua con la spada conficcatagli nel collo da Perseo; secondo una antica tradizione le ossa del mostro furono ripescate e portate a Roma.



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