Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

lunedì 10 ottobre 2011

Il pene e il suo museo


Siamo a Húsavík in Islanda e questo è il suo orgoglio:  l'"Iceland Phallological Museum" (Museo Fallologico Islandese).

Il museo è stato fondato nel 1997 dal signor Sigurdur Hjartos. Si possono ammirare, fra i vari scaffali, molte specie di peni appartenenti a mammiferi marini e terrestri, fra cui quelli di foche, balene, squali... ed oltre alle opere per così dire "naturali", vi sono anche delle opere d'arte che ritraggono peni di tutte le razze, con una sezione dedicata, nientemeno che, ai souvenir da comprare e sfoggiare in salotto...!

Per completare l'iniziativa, è stato anche allestito un sito, purtroppo tradotto in molte lingue tranne che in italiano, ove gli studiosi spiegano che il culto del fallo ha avuto un ruolo molto importante e interessante per i popoli nordici.
La fallologia è considerata una vera e propria scienza, che tiene conto sia della cultura di ogni paese che della crescita erotica-sociale.
D'altronde molti, fra psicologi e sociologi, da Froid a Piaget - tanto per citare i più famosi -, hanno preso in considerazione la sessualità come parte integrante dello sviluppo di ogni essere umano, in particolar modo dell'uomo.

Molti gesti, dicono gli studiosi, ricordano il piacere che si provava quando si era piccoli: fumare o mettere una matita in bocca ci rammenta, infatti, la suzione del capezzolo materno. Viene da chiedersi, quindi, quale ricordo susciti sessualmente questo museo nel proprietario, ignorando se il Sig. Sigurdur lo abbia allestito per pura curiosità o per motivi inconsci...
Nel sito è anche possibile trovare... dei "membri" onorari!
No, non membri sessuali..., ma persone nella loro interità. L'unica domanda è... come sono diventati membri onorari? ...E perché?!?

Un'altra pillola molto curiosa: il museo mancava, fino a poco tempo fa, di un pene del genere umano... Effettivamente trovarne uno risultava molto difficile, ma un esploratore "don giovanni" di 86 anni, il Sig. Pàll Arason nel suo testamento ha specificato che dopo la sua morte il suo pene, completo di scroto, dovrà essere asportato (dal suo medico di fiducia) e donato al museo fallologico, per essere esposto assieme agli altri organi maschili, a perfetto completamento della raccolta.

Ad oggi il museo include 261 peni di ben 90 specie animali, da quello di 1 metro e 70 di un capodoglio a quello di 2 millimetri (e che per vedere viene fornita una lente) di un criceto. L' ultima estate, da maggio a settembre, è stato visitato da ben 6000 persone (di cui il 60% donne).


da antikitera

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi piacerebbe visitarlo questo museo! E vedere il pene umano con i testicoli messi in formalina!

v3l3nomortale ha detto...

a me mette i brividi