Era l'estate del 1974 e mi trovavo a Carpineto Romano piccola cittadina incastonata sui monti Lepini nella provincia sud della Capitale. Avevano organizzato un piccolo raduno rock con artisti italiani, che dal pomeriggio si sarebbe protratto fino a notte. Esponenti di spicco, clou dell'evento, erano gli Area del grande Demetrio Stratos a quei tempi ancora in vita.
Tra gli altri a cantare alcune canzoni di "protesta" (così si usava dire allora) c'era un giovane Edoardo Bennato non ancora vittima del mainstream e con buone idee per la testa. Di quei tempi il suo album "I buoni e i cattivi"; il migliore in assoluto. Lui si presentò sul palco con chitarra in mano, armonica attaccata alla bocca e tamburo e piatto che suonava col piede: straordinario.
Sul tardi girando alla ricerca di un bagno mi sento dire alle spalle: "Uè guagliò sai dov'è un gabinetto?" nella penombra del dietro le quinte non lo riconobbi e comunque risposi: "lo sto cercando anch'io... forse di là" e fu così che m'incamminai nella sera con Edoardo Bennato alla ricerca di un posto dove cambiare l'acqua alle olive.
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