Eugène Atget - Senlis. Une cour du vieux Senlis (1903)
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Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
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6 commenti:
wow... questa non l'avevo mai vista...
dove l'hai scovata? ho un debole per atget.
eheh, questa foto è fantastica nell'equilibrio delle forme... negli spazi... nella luce e nelle ombre... nella prospettiva, e poi le sensazioni che ispira. Io avrei solo fatto un passetto avanti e evitato quella sporgenza in alto a destra; ma non ha voluto ascoltarmi, un tal capoccione quell'Eugène. Ne ho una scorta di foto di Atget ma non si può metterlo sempre anche se anch'io ho un debole per lui e Brassaï.
eheh alla faccia del perfezionismo...
se dovessi scegliere, per simmetria, un altro mostro sacro prenderei sudek..
una volta ho visto le sue foto dal vivo, con conseguente catatonia.
vabbè è incredibile; io programmo alcuni post giorni prima e che tu ci creda o no di Josef Sudek - di cui amo moltissimo le atmofere... umide - ci sono due foto che escono domani.
no, guarda..rientra nel mio catalogo di assurdità circensi. succede spesso e solitamente in frangenti più strambi.
comunque sudek è nell'aria..e preme per manifestarsi.
assurdità circensi... carina. Per dirla tutta, visto il tempo inclemente, proprio in questi giorni cercavo di fare qualche foto ispirato proprio dalle opere di Sudek e Gregory Thielker. Quindi, si, preme.
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