«Nubi di fiato rappreso
s'addensano sugli occhi
in uno stanco scorrere
di ombre e di ricordi:
una festa,
un frusciare di gonne,
uno sguardo,
due occhi di rugiada,
un sorriso,
un nome di donna:
Amore
Non
Ne
Avremo.»
Peppino Impastato è morto il 9 maggio 1978. Peppino si è suicidato... Non sorprendetevi perchè le cose sono andate veramente così... lo dicono i carabinieri, lo dice il magistrato... hanno trovato un biglietto "Voglio abbandonare la vita e la politica", ecco, questa è la prova del suicidio... una dimostrazione... e lui per abbandonare la vita e la politica che cosa fa? Va in una ferrovia, comincia a sbattere la testa contro un sasso, comincia a sporcare di sangue tutto intorno, poi si fascia il corpo con il tritolo e salta in aria sui binari: suicidio. Come l'anarchico Pinelli che vola dalle finestre della questura di Milano, oppure come l'editore Feltrinelli che salta in aria sui tralicci dell'Enel, tutti suicidi.
e odoroso di crisantemi.
Ricordo soltanto il suo viso
violaceo e fisso nel vuoto,
il singhiozzo della campana
e una voce amica:
"è andato in paradiso
a giocare con gli angeli,
tornerà presto
e giocherà a lungo con te".»
«Mio padre è solo un mafioso, uno dei tanti. Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio dire che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!»
http://www.peppinoimpastato.com/poesiedipeppino.htm
Nessun commento:
Posta un commento