Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)

martedì 25 maggio 2010

uomini in fuga: Paul Gauguin


Paul Gauguin - Joyeuseté (Arearea)(1892)
Oil on canvas - Musée d'Orsay, Paris
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Tutto nacque da un disagio esistenziale. Da un disgusto verso lo scalpitio della vita moderna, il caos della città, la mondanità scatenata e decadente, la quotidiana lotta per la sopravvivenza. Tutto nacque dall'utopistica ambizione di trovare il regno "dell'estasi, della pace e dell'arte, lontano da questa europea lotta per il denaro". Paradossalmente, se gli impressionisti più veraci avevano trovato nel tourbillon della belle époque la linfa vitale della loro arte, Paul Gauguin che da quell'euforia iniziale aveva preso le mosse - l'artista espose con il gruppo nel 1880 - la rifiutò.
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Partito da una convinzione profonda dell'esperienza sperimentale degli amici impressionisti, Gauguin, prima cadetto di marina, poi agente di cambio, infine pittore della domenica, scelse la fuga, sentimental-emotiva, ma anche espressiva. Cercò ambienti di un primitivismo esotico e mistico, cercò calma e voluttà, luoghi di bellezze incontaminate, per esternare un'indole libera e autonoma nei confronti della società. Per collaudare una pratica artistica visceralmente fondata sul colore evocativo di sentimenti puri, e su un sintetismo formale frutto non più di un'estemporanea impressione della realtà, ma di una meditata, visionaria, fantastica e iperdecorativa figurazione. Uno stile che ne fece un pioniere del credo simbolista riconosciutogli a posteriori.
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Sempre lontano da Parigi, diventerà l'icona dell'artista errante, cercando conforto e ispirazione prima in Bretagna, a Pont-Aven, poi ad Arles, nella breve e tragica, e di conseguenza mitica, stagione di convivenza con Van Gogh, bruciata dall'inquietudine interiore che tormentava la labile psiche del pittore olandese. Poi ancora in Polinesia, a Tahiti, e nelle Isole Marchesi, a più riprese, dove l'incanto per la bellezza dei luoghi e della popolazione - delle donne, nel dettaglio - lo entusiasmarono a un lavoro quasi etnologico nei confronti di questa civiltà, allo studio degli indigeni e dei costumi locali.
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La vita nel paradiso ritrovato dell'Oceania non sarà comunque così incondizionatamente felice. La sua esistenza fu segnata da malattie, dall'alcolismo, dalla sifilide, da un tentativo di suicidio e - durante il suo secondo soggiorno nelle Isole Marchesi, dove si trasferisce nel 1901 - da un periodo di detenzione per aver istigato gli indigeni alla ribellione. Eppure qui, Gauguin aveva costruito e decorato la sua nuova casa in stile locale chiamandola "Casa del piacere". La casa e il terreno circostante diventeranno di per sé un'opera d'arte, con stipiti e architravi intagliati, decorazioni scolpite in giro per la proprietà e un giardino dove pianta girasoli importati dalla Francia.
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Ma la visione fantastica del Pacifico diventa sempre più simile a un incubo. Morirà a Hiva Oa nel 1903, a 55 anni. E come vuole la tradizione degli artisti borderline, anche la fine di Gauguin offrì episodi esasperati. Sembra che in pochi seguirono il feretro di Gauguin al suo funerale e la solennità dell'occasione fu guastata da una lite sul fatto che l'artista, considerato reprobo, desiderasse o meno essere sepolto in terra consacrata. Di fatto, l'unica terra adatta sarebbe stata quella dell'Arcadia.
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