Bernardino Luini - Salomè con la testa di Giovanni Battista, c.1525-30

venerdì 30 aprile 2010

Rachel Shardlow e la cubomedusa


Rachel Shardlow ha dieci anni e una storia da raccontare.
È la prima persona mai sopravvissuta al contatto con una cubomedusa, tra i più letali esseri marini. Questi animali fanno più vittime degli squali bianchi: possono uccidere un uomo in meno di tre minuti. Il veleno contenuto nei tentacoli, lunghi fino a 10 metri, causa un arresto cardiaco che porta all'affogamento delle vittime.
Rachel stava nuotando nel fiume Calliope, a 23 chilometri dall'oceano nel Nord Est del Queensland, Australia. L'incontro con la medusa è stato inaspettato, la cubomedusa, l'ha letteralmente avvolta nei suoi lunghi tentacoli. Rachel faticava arespirare, non ci vedeva più e ha perso rapidamente conoscenza. A salvarla è stato il fratello di tredici anni, che l'ha trascinata fuori dall'acqua. La medusa era ancora attaccata alle gambe della ragazzina, alle quali si era artigliata con i pungiglioni posizionati sui lunghi tentacoli.
Rachel è stata immediatamente portata in ospedale, dove è rimasta per sei settimane. Ma si è salvata. Il suo recupero ha stupito medici e zoologi: non esiste un antidoto per il veleno della cubomedusa e non sono noti altri casi di persone sopravvissute al fatale incontro. Rachel ha riportato gravi ustioni e cicatrici sulle gambe, dove la medusa si era attaccata, ma le sue facoltà motorie e cognitive si sono completamente ristabilite. Un caso unico.
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