Solomon Joseph Solomon - San Giorgio (1906)
Olio su tela - 213 x 06,2 cm - Royal Academy of Arts, Londra
Nella città di Selem (in Libia), un mostruoso drago nascosto in un grande stagno appestava l'aria con il suo alito velenoso. Per placarlo e impedirgli di distruggere la città, gli abitanti gli offrivano inizialmente due pecore al giorno.
Quando il bestiame cominciò a scarseggiare, i cittadini furono costretti a tirare a sorte i propri figli. Un giorno il destino scelse la principessa Silene, l'amata figlia del re.
Mentre la fanciulla si avviava in lacrime verso lo stagno, il giovane cavaliere cristiano Giorgio passò di lì. Informato del pericolo, rassicurò la principessa dicendole: "Non temere, ti aiuterò nel nome di Cristo".
Quando il drago emerse dalle acque, Giorgio salì a cavallo, si protesse con il segno della croce e lo trapassò con la sua lancia, ferendolo gravemente. Chiese poi alla principessa di cingere il collo della bestia con la sua cintura: il drago, ammansito all'istante, iniziò a seguirla docilmente come un cagnolino fino dentro le mura cittadine.
Di fronte alla popolazione terrorizzata, Giorgio promise che avrebbe ucciso definitivamente il mostro solo se il re e l'intero popolo avessero abbracciato la fede cristiana e ricevuto il battesimo. Il re e i sudditi accettarono, si convertirono in massa e Giorgio sguainò la spada per decapitare il drago.
Al di là del racconto avventuroso, l'episodio possiede una fortissima valenza allegorica. Il bene contro il male. Il cavaliere rappresenta la santità, la purezza e la virtù, mentre il drago incarna il demonio e le forze del caos (esattamente come la figura biblica dell'Arcangelo Michele).
La principessa salvata simboleggia la Chiesa o la personificazione della Verità, difesa dal soldato di Cristo contro la minaccia distruttrice dell'infedeltà o delle persecuzioni pagane.


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