William-Adolphe Bouguereau - Bacchante (1894)
Olio su tela - 152,4 x 88,9 cm - Collezione privata
Le Baccanti erano le seguaci e sacerdotesse di Bacco/(noto come Dionisio presso i Greci), il dio del vino, della vegetazione, della linfa vitale e della liberazione dei sensi.
Erano donne (sia mitologiche che storiche) che abbandonavano temporaneamente le loro case e le rigide regole sociali delle città per rifugiarsi in uno stato di totale libertà nella natura selvaggia, come sui monti. Venivano rappresentate coronate da foglie di vite, edera o quercia, vestite con pelli di animali e armate del tirso (un bastone nodoso sormontato da una pigna).
Il loro scopo principale era onorare il dio Bacco/Dionisio attraverso il raggiungimento dell'estasi mistica e l'annullamento della razionalità per ricongiungersi con la forza primordiale della natura. Questo avveniva attraverso precisi rituali noti come Baccanali.
Attraverso la musica ossessiva di flauti e tamburelli, la danza frenetica e il consumo di vino, le Baccanti entravano in una trance profonda, credendo di essere letteralmente possedute dallo spirito del dio.
Nella rigida società greca, le donne vivevano confinate nei ginecei e private di diritti. Il culto dionisiaco rappresentava per loro un'importante valvola di sfogo e l'unica temporanea forma di autonomia ed emancipazione.
Nei miti più cupi, come descritto nella celebre tragedia Le Baccanti di Euripide, lo stato di frenesia le portava a compiere lo sparagmos (lo smembramento a mani nude di animali selvatici, o persino di uomini che ostacolavano il culto) e l'omofagia (il cibarsi della carne cruda della vittima per assimilare la forza vitale del dio).
Nel corso dei secoli, la figura della baccante si è progressivamente ingentilita nella storia dell'arte — come nel dipinto di Bouguereau — trasformandosi nel simbolo estetico della gioia di vivere, della sensualità e della spensieratezza legata ai piaceri del vino.

Nessun commento:
Posta un commento