Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Gioconda fu evacuata dal Louvre e nascosta in sei diverse località della campagna francese per proteggerla dai bombardamenti. I suoi rifugi principali inclusero il castello di Chambord, l'abbazia di Loc-Dieu, il Museo Ingres a Montauban e infine il castello di Montal. In quest'ultimo luogo, il celebre dipinto rimase custodito direttamente sotto il letto del conservatore del Louvre. Il capolavoro fu poi riportato a Parigi nel 1945, al termine del conflitto.
L'evacuazione della Gioconda fu orchestrata da Jacques Jaujard, direttore dei Musei Nazionali, che organizzò il piano di fuga appena dieci giorni prima dell'inizio della guerra. Il dipinto fu inserito in una cassa di pioppo rivestita di tela impermeabile, contrassegnata dal codice segreto "MN" (Musées Nationaux) in rosso per non attirare l'attenzione dei nazisti. Il trasporto fu affidato al conservatore del Louvre René Huyghe, che scortò personalmente l'opera in un'ambulanza requisita, scelta perché dotata di sospensioni morbide per proteggere il pannello di legno dai sussulti stradali. Durante uno spostamento nel 1940, il convoglio rimase intrappolato nel caos dei civili in fuga (l'Esodo), rischiando il blocco totale.
Le tappe principali dei trasporti:
- Castello di Chambord: prima fermata d'emergenza nel 1939.
Per ingannare i servizi di intelligence tedeschi e la commissione nazista per l'arte (il Kunstschutz), Huyghe e i suoi collaboratori spostarono l'opera di notte e in assoluto segreto. Nonostante i nazisti sapessero dell'evacuazione del Louvre, l'esatta posizione della Gioconda rimase un mistero per tutta la durata del conflitto, salvandola dalle razzie di Hitler.
Il viaggio di ritorno della Gioconda al Louvre iniziò il 16 giugno 1945, poche settimane dopo la fine della guerra in Europa, e si concluse il giorno successivo. Il capolavoro lasciò definitivamente il castello di Montal a bordo di un furgoncino guidato dallo stesso conservatore René Huyghe, scortata da due auto della polizia francese.
I passaggi chiave del rientro:- Controllo dello stato: Prima di partire, Huyghe esaminò attentamente il dipinto per verificare che l'umidità dei rifugi non avesse danneggiato la tavola di pioppo.

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