Käthe Kollwitz - Schlachtfeld (Il campo di battaglia)(1903-08)
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In “Schlachtfeld”, calati la notte e il silenzio sui morti uccisi, una donna si aggira tra i corpi riversi e aggrovigliati e, illuminato con la lucerna un volto conosciuto, si china su di lui toccandogli con le dita la bocca aperta.
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Dal 1903 al 1908 Käthe Kollwitz lavorò al ciclo “Der Bauernkrieg” (La guerra dei contadini). Il tema, ampiamente trattato nella storia, nella letteratura e nell’arte tedesche dei secoli precedenti (lo sarà anche nei decenni successivi), era stato riproposto nel 1891 dall’edizione ridotta, a cura di Wilhelm Blos, della Allgemeine Geschichte des großen Bauernkrieges di Wilhelm Zimmermann (1841-1843) e nel 1896 da Gerhart Hauptmann con il Florian Geyer, un lunghissimo dramma nel quale i contadini comparivano soltanto in una scena dell’ultimo atto, con le mani legate, “vinti e folli di paura”, selvaggiamente frustati e torturati prima di essere uccisi.

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