Tagliare alberi nei boschi e parchi, senza autorizzazione
da: repubblica.it
di Fiammetta Cupellaro
Ed è così che in un decreto legislativo (d.l. Asset 104/2023), dall'apparenza solo legato a temi economici e finanziari, dal titolo "Disposizioni urgenti a tutela degli utenti, in materia di attività economiche e finanziarie e investimenti strategici", sia stata infilata in extremis quella che Angelo Bonelli coportavoce nazionale di Europa Verde ha già definito "una minaccia per la biodiversità". Ormai convertito, il decreto è ora diventato legge (136/2023) e tra superbonus "villette", tariffe di taxi e aerei, misure per lo sviluppo della microelettronica, interventi per la messa in sicurezza di ponti e viadotti, è stato approvato un emendamento che nel giro di pochi minuti ha moltiplicato i casi in cui si possono tagliare alberi senza chiedere alcuna autorizzazione. Non si tratta però di una semplificazione normativa, ma di un vero e proprio cambiamento apportato allo strumento che fino adesso ha garantito la tutela dell'ambiente e della biodiversità dagli attacchi di altri interessi economici: Il Codice dei beni culturali e del paesaggio.
La vicenda è questa. Nell'ultimo passaggio dell'iter legislativo del dl Asset, nella Commissione industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare del Senato è stato proposto dal senatore Luca De Carlo di Fratelli d'Italia un emendamento (articolo 5-bis) sotto la voce "Interventi urgenti a sostegno delle attività economiche strategiche per il Made in Italy".
In pratica, per incentivare lo sviluppo delle aziende italiane impegnate nel settore del legno, si è voluto dare loro un aiuto ampliando le possibilità di approvviggionamento della materia prima. Come? Mettendo mano all'articolo 149 del Codice dei beni culturali e del paesaggio, quello in cui si mette nero su bianco i casi dove non è prevista alcuna autorizzazione per il taglio degli alberi, ad esempio quando ci si trova davanti a foreste e boschi danneggiati dal fuoco. Con l'emendamento è bastato ampliare queste possibilità anche "ai casi previsti all'articolo 136" e gli alberi sono moltiplicati. Perché è proprio sotto questo articolo dal titolo "Immobili e aree di notevole interesse pubblico" del Codice che si parla di "alberi monumentali; di ville, giardini e parchi "che si distinguono per la loro non comune bellezza"; dei centri storici e perfino delle bellezza panoramiche e "così pure quei punti di vista o di belvedere accessibili al pubblico".
I partiti di maggioranza hanno votato l'emendamento, gli altri no. Ora è diventata legge. "È un atto di guerra contro la natura, in linea con le posizioni del partito di Giorgia Meloni che contrasta le politiche sul clima e che ha votato contro la legge sulla natura europea", ha detto Angelo Bonelli. Non rimane che guardare alle singole regioni, ognuna con una propria normativa sul tema. Come al solito, un'Italia divisa in due. Anche in tre.
3 commenti:
Deveria ser promulgado um decreto onde, qualquer um que cortasse uma única árvore hoje, deveria ser detido até provar que ela, estando onde está, atenta contra a vida de alguém, e se não o fizesse (caso não conseguisse provar o porquê assassinou uma árvore), deveria ficar preso até que a lei o julgasse detidamente.
Na Itália, quem derruba árvores é o mesmo que deveria fazer o decreto.
Lamentável.
Aqui também não é diferente.
É tudo muito triste.
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