Provo tenerezza per quest'uomo. Penso alla sua vita d'inferno, ai sabati passati quasi sempre tra Opera, Rebibbia e Ucciardone. Ha iniziato col portare un canestrello di arance al suo capo, Umberto Bossi; poi ad altri colleghi di partito, per passare ai parenti stretti: prima il suocero, condannato a 5anni e mezzo per bancarotta; adesso il cognato, accusato di truccare gli appalti ANAS a favore di "ditte amiche", alcune legate anche al clan Carminati.. Sono anni che Matteo fa quest'opera di volontariato. Visto l'aggravio di lavoro, non credo vada piu' col canestrello. Per portare qualche quintale di arance avra' comprato un buon furgone.

Nessun commento:
Posta un commento