Fontana dell'Organo
Villa d'Este, Tivoli, 01.10.2023
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La fontana occupa uno dei punti più panoramici della villa, una terrazza dalla quale si gode la vista sulle Peschiere e sull'intero giardino.
Denominata in origine del Diluvio o della Madre Natura, dal nome della statua oggi collocata sul muro di cinta inferiore, deve il suo attuale nome agli artifici idraulici e sonori realizzati dagli esperti francesi Luc Leclerc e Claude Venard, già funzionanti nel 1572 per la visita del papa Gregorio XIII.
Divenuta celebre e subito imitata nelle ville di Pratolino in Toscana e del Quirinale a Roma, la fontana è costituita da un monumentale prospetto che fungeva da quinta scenografica di uno spettacolo prodotto dall'acqua e dai suoni originati da complessi meccanismi idraulici. Suoni e musiche si alternavano a giochi d'acqua, culminando in una sorta di diluvio. Šoggetta a rapido degrado, già agli inizi del XVII secolo il cardinale Alessandro d'Este la fece restaurare arricchendo l'apparato decorativo, fino ad allora consistente nei quattro telamoni in travertino scolpiti da Pirrino del Gagliardo.
Nelle nicchie del primo ordine vennero collocate le statue in stucco di Apollo e Orfeo, in quelle del secondo le Cariatidi a forma di sirena, nei pennacchi dell'arcone le Vittorie alate; furono inoltre inseriti bassorilievi in stucco con scene mitologiche collegate alla musica. Con l'occasione venne anche realizzato il bacino mistilineo, mentre all'interno del nicchione, spostata la statua della Madre Natura, si realizzò il tempietto ottagonale per l'alloggiamento dell'organo.
Lo strumento attuale, ripristinato nel restauro del 2003 con materiali non deperibili, riproduce il meccanismo pneumoidraulico originario utilizzando i pochi elementi superstiti (camera eolia e bottino).
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