Atomic bombing of Nagasaki on August 9, 1945, taken by Charles Levy
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Uomo del mio tempo
: : Salvatore Quasimodo : :
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.
Una volta tanto dobbiamo essere grati alla nostra atavica mediocrità (Impero Romano escluso). Gli americani avrebbero potuto sganciare le bombe su Roma e Milano - anche noi eravamo paese dell'asse - ma non l'hanno fatto consci che tanto non sarebbe servito a molto, vista la nostra completa inettitudine, inconsistenza e disorganizzazione, come dimostrato dal fronte orientale, il più importante teatro bellico della seconda guerra mondiale. Quindi grazie ancora alla nostra storica approssimativa esistenza che questa volta ci salvò e salvò la nostra progenie.

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