L’opera, un raro esempio di pittura tardo gotica, raffigura
Rocco di Montpellier, noto come san Rocco
pellegrino e taumaturgo francese del XIV secolo
e della sua malattia da dracunculiasi
.
Il Dracunculus medinensis, è un verme parassita umano che può raggiungere i 90 centimetri di lunghezza. Il verme è oggi endemico di zone come il Ciad, l’Etiopia, il Mali e il Sudan, e si trasmette bevendo acqua con copepodi del genere Cyclops infetti di larve del parassita. Una volta nel corpo umano, il copepode muore e l’organismo infestante, dopo essersi accoppiato, si muove quindi attraverso l’intestino sino alle gambe, dove la femmina raggiunge le sue dimensioni finali. Si forma poi una bolla purulenta dalla quale vengono espulse le uova, solitamente in acqua per trovare sollievo, in ripetuti passaggi che possono durare settimane. Una volta liberate le circa 3 milioni di uova, la femmina muore, rimanendo a marcire all’interno della gamba della persona infetta.
Se si riesce ad estrarre il cadavere del verme, i danni nella persona infettata sono solitamente inesistenti o molto limitati. Se non si riesce ad estrarre, le conseguenze possono andare dall’artrite agli ascessi, sino ad infezioni molto serie come la cellulite batterica.
Il verme viene estratto, oggi come centinaia di anni orsono, mediante la trazione, un’operazione che può durare addirittura intere settimane. Il Dracunculus medinensis si arrotola attorno ad un bastoncino e viene progressivamente tirato via dalla pustola, un processo doloroso che è rischioso per la pericolosità di rotture del corpo del verme, che ha un diametro di soli 1-2 millimetri circa.
da: vanillamagazine

Nessun commento:
Posta un commento