Cristobal de Antonio - L’armée des ténèbres survolant Montmartre (1885)

venerdì 12 agosto 2022

ARNALDO DA BRESCIA





Il rogo di Arnaldo da Brescia in una stampa del '500

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Il 18 giugno 1155 muore a Roma impiccato e arso sul rogo ARNALDO DA BRESCIA (65 anni) monaco agostiniano, riformatore religioso, politico e Padre della Prima Repubblica Romana.

Arnaldo fu un riformatore religioso caratterizzato da notevole eloquenza e forte avversione per l’istituzione tradizionale ecclesiastica. Sostenne il movimento antipapale e autonomistico romano (costituzione del Comune di Roma o renovatio Senatus) e durante il Risorgimento divenne una figura di riferimento per chi aveva una visione laica dello Stato.

Federico Barbarossa si era impegnato con papa Adriano IV ad arrestare Arnaldo da Brescia in cambio dell’incoronazione imperiale. Il pensiero di Arnaldo e la sua azione erano pericolosi sia per la Chiesa sia per l’Impero. L’imperatore catturato Arnaldo lo consegnò alla Curia romana che dopo un breve processo lo mise a morte mediante impiccagione presso Porta Flaminia (oggi del Popolo) seguita dal rogo del cadavere e dispersione delle ceneri nel Tevere (dal lato dove oggi sorge il Lungotevere Arnaldo da Brescia). Quest’ultima azione fu decisa affinchè i seguaci di Arnaldo denominati arnaldisti o genericamente lombardi non potessero trafugare la salma per farne oggetto di venerazione.

Non è difficile dire in che cosa consistesse l’eresia di Arnaldo. Egli predicava contro l’abuso delle ricchezze del clero tale e quale come il suo antagonista Bernardo di Chiaravalle che venne fatto anche santo. Ma il punto più importante che condannò il predicatore bresciano fu il rifiuto del potere temporale del Papa e della Chiesa vero ricettacolo secondo lui di simonia. L’idea di una Chiesa che seguisse l’esempio di Gesù e dei primi apostoli rimase comunque inalterata per tutto il medioevo ritornando ciclicamente con i riformatori ortodossi come San Francesco d’Assisi e quelli eterodossi come Valdo fino a giungere al gran movimento protestante del XVI secolo. Arnaldo divenne, anche per questa visione di Chiesa povera e senza potere temporale, fonte d’ispirazione e modello.

A Roma, proprio su quel lungotevere che porta il nome di Arnaldo da Brescia e indicante il luogo dove le sue ceneri erano state sparse nel fiume, il 10 giugno 1924 sarà rapito e ucciso dai fascisti il socialista GIACOMO MATTEOTTI: un altro “riformatore eretico” nel suo tempo...


leggi la storia completa sugruppolaico








2 commenti:

Cesare ha detto...

Un sovversivo grande rompipalle, ben gli sta.

v3l3nomortale ha detto...

𝅘𝅥𝅮𝆕 Voi gente per bene che pace cercate,
la pace per fare quello che voi volete,
ma se questo è il prezzo vogliamo la guerra,
vogliamo vedervi finire sottoterra. 𝅘𝅥𝅮𝆕