NEQUE ILLIC MORTUUS. La frase è la conclusione della scritta NEQUE HIC VIVUUS che si può vedere nella parte superiore del monumento. “Né qui vivo, né là morto” forse nel senso che quando si è vivi non si è completamente vivi perché destinati a morire, quando si è morti non siamo completamente morti perché c’è un’altra vita. E’ la tomba di Giovan Battista Gisleni, un architetto scenografo e musicista, che lavorò presso i re polacchi e morì a Roma nel 1672. L'artista progettò egli stesso questo suo monumento funerario.
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