John William Waterhouse - Circe Invidiosa (Jealous Circe)(1892)
Olio su tela - 179 × 85 cm - Art Gallery of South Australia, Adelaide
Si bagna à pena Scilla entro à quel lago,
Lo qual pur dianzi havea la maga infetto,
Che l’iniquo veleno, e ’l verso mago
Comincia à fare il suo crudele effetto.
Quel corpo, c’havea pria si bello, e vago,
Diviene un schivo, e mostruoso obbietto.
E già nel fianco, e nelle basse membra
In ogni parte à Cerbero rassembra.
Le metamorfosi
: : Ovidio : :
(Libro XIV, versi 56-62)
La versione di Waterhouse mostra Circe in piedi sull'acqua della baia mentre versa un
veleno dal colore verde brillante. Sotto i suoi piedi le nuove forme di Scilla (che ora «in
ogni parte à Cerbero rassembra») turbinano già nelle gorgoglianti profondità sottostanti:
la trasformazione è ben avviata. Tuttavia, né la forma umana di Scilla né quella mostruosa
vengono enfatizzate: invece è il potere dello sguardo oscuro di Circe e la gelosia tangibile
a governare questa scena, mentre i colori vividi turbinano tutt'intorno alla sua figura.
"[il dipinto è come] investito di un'aura di minaccia che ha molto a che fare con la
potente combinazione di colori, dei verdi profondi e dei blu così ben impiegati]"
- Anthony Hobson -
"[tali colori] rassomigliano a vetrate o gioielli"
- Secondo Gleeson White -



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