giovedì 13 giugno 2013
Edgar Allan Poe
E.A.P. - Il Verme Conquistatore (trad. di Delfino Cinelli)
Guardate! E’ sera di gala
dopo questi ultimi anni di desolazione!
Una folla di angeli alati,
di veli avvolti e immersi nelle lagrime,
siedono in un teatro per assistere
a un dramma di speranze e di paure
mentre l’orchestra a soprassalti sospira
la musica delle sfere.
I mimi, a immagine dell’Iddio supremo,
brontolano e sussurrano sottovoce,
e volteggiano in ogni senso;
poveri burattini che vanno e vengono
al comando dei grandi esseri senza forma
che muovono la scena in su e in giù
scuotendo dalle loro ali di Condor
la invisibile sventura!
Quel dramma così scomposto – oh! siate certi –
non sarà mai dimenticato!
Col suo Fantasma eternamente inseguito
da una folla che non lo raggiunge mai,
attraverso un circolo che di continuo torna
sempre allo stesso punto!
E’ molta Follia e ancor più Peccato
e Orrore ad animar la vicenda!
Ma guardate: nella confusione dei mimi
s’insinua una forma rampante!
E’ rossa di sangue e viene giù svolgendosi
dalla solitudine scenica!
Si svolge! Si svolge! In angoscie mortali
i mimi le sono di pasto,
e i serafini singhiozzano ai denti del mostro
che s’imbevono di sangue umano!
Si spengono, si spengono i lumi
e sopra alle forme tremanti
con la furia di una raffica cala,
drappo mortuario, il sipario.
E gli angeli, pallidi e disfatti,
alzandosi e svelandosi, affermano
che quella è la tragedia dell’Uomo
e il Verme conquistatore, l’eroe.
immagine: illustration by Richard Corben
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento