giovedì 27 gennaio 2011
Sylvia Plath
Io sono verticale
Ma preferirei essere orizzontale.
Non sono un albero con radici nel suolo succhiante minerali e amore materno per poter brillare di foglie ogni Marzo,
e nemmeno sono la bella di un’aiola che attira la sua parte di Ooh dipinta di colori stupendi,
ignara di dover presto sfiorire.
In confronto a me, un albero è immortale e la corolla di un fiore non alta, ma più sorprendente,
e a me manca la longevità dell’uno e l’audacia dell’altra.
Questa notte, sotto l’infinitesima luce delle stelle,
alberi e fiori vanno spargendo i loro freschi profumi.
Cammino in mezzo a loro, ma nessuno mi nota.
A volte penso che è quando dormo che assomiglio loro più perfettamente - i pensieri offuscati.
Mi è più naturale, l’essere distesa.
Allora c’è aperto colloquio tra il cielo e me, e sarò utile quando sarò distesa per sempre:
Forse allora gli alberi mi toccheranno, e i fiori avranno tempo per me.
da Diari di Sylvia Plath
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