Pierre Le Rouge - Orchestra di scheletri musicisti (1490)
Incisione xilografica basata sul murale del Cimetière des Innocents
da "La danse macabre nouvelle" di Guy Marchant
Il primo scheletro suona una cornamusa. Il secondo regge e aziona una sinfonia (organistrum / ghironda medievale). Il terzo suona un'arpa portatile gotica. L'ultimo accompagna il gruppo suonando un tamburo a fusto (o tamburello) battuto con una bacchetta. I quattro scheletri musicisti poggiano su un terreno fiorito, incorniciati da due colonne decorate che richiamano l'architettura gotica dell'epoca.
Il celebre murale della Danza Macabra del Cimitero degli Innocenti (Cimetière des Innocents) di Parigi è considerato la pietra miliare di questo genere artistico: si tratta infatti della prima raffigurazione visiva documentata al mondo del tema della Danza della Morte.
L'affresco venne realizzato tra l'agosto del 1424 e la Quaresima del 1425. Fu un periodo estremamente buio e drammatico per Parigi, segnato dalla Guerra dei Cent'anni (la città era sotto la reggenza anglo-borgognona di Giovanni di Lancaster, duca di Bedford) e dai devastanti strascichi della Peste Nera, che aveva decimato la popolazione nei decenni precedenti.
L'opera venne dipinta sul muro di fondo del porticato sottostante il grande ossario comune (charnier) situato sul lato sud del cimitero, lungo Rue de la Ferronnerie. Gli ossari erano gallerie coperte costruite per stoccare le ossa esumate dalle fosse comuni, dato che il cimitero era perennemente sovraffollato.
L'ideazione del ciclo e dei versi viene storicamente attribuita al celebre teologo Jean Gerson (allora cancelliere dell'Università di Parigi), mentre l'esecuzione pittorica è ricondotta a Jean d'Orléans, pittore reale di Carlo VI.
Il murale originale si estendeva per svariati metri lungo il loggiato e presentava una struttura rigidamente gerarchica, studiata per essere compresa anche dalla popolazione analfabeta. Trenta coppie composte da un morto (raffigurato come un cadavere scarno o uno scheletro) e un vivo. La sfilata seguiva un ordine decrescente di potere ed età. Si apriva con i massimi vertici della società (il Papa, l'Imperatore, il Re) e proseguiva verso il basso attraverso nobili, ecclesiastici minori, mercanti, artigiani, fino ad arrivare ai contadini, ai mendicanti e ai neonati. Sotto ogni coppia erano scritti dei versi in francese antico. Il testo assumeva la forma di un serrato dialogo: il morto derideva e invitava il vivo a ballare, mentre il vivo rispondeva disperato, rimpiangendo i piaceri terreni e i propri peccati. Il messaggio era chiaro ed educativo (un potente memento mori): la morte è l'unico grande livellatore sociale; ricchezza, potere e giovinezza sono vanità effimere di fronte al giudizio divino.
L'affresco originale andò purtroppo interamente distrutto nel 1669, quando l'intera arcata dell'ossario meridionale fu demolita per allargare la stretta e trafficata Rue de la Ferronnerie (la stessa via dove, ironia della sorte, nel 1610 era stato assassinato il re Enrico IV). Il cimitero stesso venne poi definitivamente chiuso e smantellato alla fine del XVIII secolo per ragioni igieniche.
Se oggi conosciamo l'esatta iconografia e le parole del murale, lo dobbiamo all'editore parigino Guy Marchant. Nel 1485, intuendo il valore e la popolarità dell'opera, Marchant commissionò a degli incisori (tra cui Pierre Le Rouge) il compito di copiare fedelmente le figure e i testi del murale per trasporli su blocchi di legno. Diede così alle stampe il volume La Danse Macabre, i cui incunaboli e xilografie sono giunti fino a noi e custoditi in istituzioni come la Bibliothèque nationale de France.

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