Michelangelo Merisi da Caravaggio - Davide con la testa di Golia (1600-01)

domenica 4 gennaio 2026

Sofonisba Anguissola / Antoon van Dyck




Sofonisba Anguissola - Autoritratto al cavalletto (1556-1565)
Olio su tela - 66×57 cm - Castello di Łańcut, Łańcut
(Il castello di Łańcut è un palazzo nobiliare situato nella città di Łańcut, nella Polonia meridionale. Di origini
seicentesche, questo ampio edificio ha ospitato nobili famiglie polacche, oggi il ospita un grande museo)


Sofonisba Anguissola è una delle poche artiste del Rinascimento ad aver ottenuto fama e riconoscimenti internazionali. Diversamente da molte sue coetanee nobili, ha fatto della pittura la propria professione, diventando famosa in tutta Europa per i suoi ritratti.

Sofonisba Anguissola, fu una "dama pittrice" rinascimentale, una delle poche artiste del tempo ad aver ottenuto fama e riconoscimenti internazionali. La sua fama è giunta fino a noi grazie alle citazioni del grande storico dell'arte Giorgio Vasari nelle sue "Vite", ma anche alle lettere di Amilcare Anguissola, padre della pittrice, che scriveva a Michelangelo Buonarroti per lanciare la figlia nel mondo dell'arte; si dice anche che Caravaggio abbia tratto spunto da uno schizzo a carboncino e matita di Anguissola ("Il Fanciullo morso da un gambero") per uno dei suoi più celebri dipinti, "Ragazzo morso da un ramarro".



Sofonisba Anguissola - Fanciullo morso da un gambero (ca. 1554)
Carboncino su carta - 33 x 38 cm - Museo di Capodimonte, Naples, Italia



Oggi le sue opere sono presenti nelle collezioni e nei musei più importanti del mondo, dagli Uffizi di Firenze al Museo del Prado di Madrid, dall'Hermitage di San Pietroburgo al Museum of Fine Arts di Boston.

Nacque a Cremona dai nobili Amilcare Anguissola e Bianca Ponzone, tra la seconda metà degli anni venti e la prima metà degli anni trenta del Cinquecento. Spinta dal padre a coltivare il proprio talento artistico, insieme alle sorelle Elena, Lucia, Europa e Anna Maria, frequentò le botteghe cremonesi di Bernardino Campi e di Bernardo Gatti (detto il Sojaro) che la introdussero uno alla scuola di Raffaello e del Parmigianino e l'altro al Correggio. Anche le sorelle si cimentarono con la pittura, prendendo però strade diverse. È la sola Sofonisba a fare della pittura la propria professione, in un percorso insolito rispetto alle coetanee nobili dell'epoca, contribuendo anche alle finanze di famiglia prima e dopo la morte del padre.

Già dagli anni cinquanta del Cinquecento Sofonisba divenne famosa e ricercata per i suoi ritratti, caratterizzati sia dall'attenzione al dettaglio sia da fu una accurata ricerca dell'espressività: esempi sono il famoso "Ritratto della famiglia Anguissola" o i suoi molti autoritratti.


Sofonisba venne quindi invitata nelle migliori corti italiane del tempo, dove fu chiamata a realizzare i ritratti dei nobili Gonzaga, dei Farnese e degli Este. E la sua fortuna non si fermò all'Italia: a testimoniarlo sono proprio le sue opere, come l'autoritratto (che ufficialmente ritrae la sorella) "Ritratto di Minerva Anguissola" conservato oggi alla Pinacoteca di Brera, a Milano, ed eseguito durante un lungo soggiorno a Madrid, alla corte del re di Spagna Filippo II.

Sposatasi con Don Fabrizio Moncada e trasferitasi a Palermo, Sofonisba sposò poi in seconde nozze Orazio Lomellino a Genova, e si dice che sul finire della vita divenne cieca. Tornata a Palermo, venne ritratta dal famoso pittore fiammingo Antoon Van Dyck, e poco tempo dopo morì (ultranovantenne) e venne sepolta in città.



Antoon van Dyck - Portrait of Sofonisba Anguissola (1624)
Olio su tavola e su tela - 42 x 33,5 cm
National Trust for Places of Historic Interest or Natural Beauty, Swindon, Regno Unito


Scrisse Van Dyck della sua esperienza con Sofonisba Anguissola: 
"Mentre le facevo il ritratto mi diede molti spunti, come quello di non prendere la luce troppo dall'alto, altrimenti l'ombra delle rughe della vecchiaia diventa troppo forte, e molti altri buoni consigli, mentre mi raccontava episodi della sua vita..."









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