Paul Dardé - L'éternelle douleur (1918)
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Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
🧡
5 commenti:
Da non confondersi...
con... Medusa? E' Medusa. Paul Dardé ha scolpito "L'eterno dolore" all'età di 25 anni, dopo il suo viaggio in Italia e dopo che le sue letture mitologiche fissarono nella mente il tema della medusa.
Pur sbagliando ha colto qualcosa, io ho pensato a un forte mal di denti, al senso di oppressione di un dolore che non se ne va. Certo Medusa è più "classica".
Nell'arte e nella poesia ognuno ci vede quello che vuole. Io qui, per esempio, vedo più piacere che dolore.
Certo e poi la fotografia di una scultura cambia la luce e l'angolo, tutti dobbiamo lavorare molto di immaginazione.
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