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mercoledì 14 giugno 2017

ore 12:00 - momento zen




Formiche arrosto

Grilli arrosto e formiche tostate, 
l'Ue promuove l'alimentazione sostenibile del futuro
di Roberto Zonca

Un piatto di spaghetti, una succulenta bistecca di manzo accompagnata dal contorno d’insalata, della frutta fresca e un dolce. La tavola degli europei potrebbe presto non esser più quella che negli anni siamo stati abituati a conoscere ed apprezzare. L’Unione europea, infatti, vorrebbe cambiare (stravolgere) la nostra alimentazione rendendola più “etica” e sostenibile. Con un progetto finanziato con 3 milioni di euro, la Commissione Ue punta a convincere la popolazione del Vecchio Continente a nutrirsi di insetti. Ragni, cavallette, mosche, grilli e formiche sarebbero soltanto alcuni dei possibili alimenti in grado di sostituire la più apprezzata (da noi) carne bovina, equina o ovina. Secondo l’Ue la crescita della popolazione mondiale obbligherà il mondo ricco ad adeguarsi e a prendere una decisione: sperare che l'80% delle persone che mangiano insetti continuino a farlo senza pretendere carne, oppure provare anch'essi a cambiare la propria alimentazione e i propri gusti per la salvaguardia dell'ecosistema.

Il mondo occidentale non potrà mantenere le attuali abitudini - L’Ue non sostiene nulla di nuovo, sia chiaro, già nel 2008 la Fao invitò i grandi del mondo a prender parte ad una conferenza che si sarebbe tenuta in Thailandia, per cominciare a comprendere quelle che da lì a poco sarebbero diventate le scelte obbligate e le prospettive alimentari. “Con oltre 1.400 specie che vengono regolarmente consumate in tutto il mondo - aveva a suo tempo detto la Fao - gli insetti offrono possibilità promettenti sia dal punto di vista commerciale che da quello nutrizionale”. Davanti a una crescita demografica esponenziale, da 6.000 milioni nel 2000 a 9.000 milioni nel 2050, e un utilizzo attuale del 70% dei terreni coltivabili a foraggio, le Nazioni Unite ritengono che non sarà più sostenibile pensare di nutrire tutta la popolazione mondiale con un regime alimentare proteico animale pari a quello attuale. Bisognerà quindi trovare altre soluzioni, come quella di sostituire la carne degli animali con quella degli insetti.

Dagli insetti calcio, proteine, grassi e vitamine - Gli insetti, sebbene in qualità di cibo possano sembrare a noi occidentali “non idonei”, offrono un nutrimento sano, persino migliore di quello che si basa sul consumo della carne animale, e ad alto contenuto energetico. Consumare insetti significherebbe godere dell’apporto quotidiano di calcio, ferro, proteine, grassi e vitamine (A, B1, B2 e D). Stando a quanto riferisce l’Ue quella che ora potrebbe apparire ad alcuni come una possibile scelta, risulta essere una scelta “obbligatoria” dalla quale, salvo particolari e inaspettate invenzioni, nessuno potrà sottrarsi: è solo una questione di tempo. Comunque pensiamoci, una cavalletta non è esteticamente dissimile da un gamberetto e, a detta degli esperti, la qualità delle carni non è di qualità inferiore a quella che consumiamo abitualmente. Cambiando la nostra alimentazione, come oggi suggerisce la Commissione europea, si potrebbero inoltre risolvere altri problemi come l'emissione dei gas prodotta dagli animali in allevamento, la necessità di trasformare terreni in pascoli per il sostentamento dei capi destinati al macello (risparmiare a queste specie inutili sofferenze) e salvaguardare le superfici occupate dalle foreste.

Hamburger di cavallette e grilli già nel 2020 - Secondo il professor Marcel Dicke, responsabile di un team di ricercatori dell'Università di Wageningen, in Olanda, ritiene che già "entro il 2020 sarà possibile acquistare nei supermercati insetti destinati all’alimentazione. Si comincerà probabilmente con salse e hamburger ottenuti dalla lavorazione delle carni di cavallette e grilli”. Stuart Hine, entomologo presso il Museo di Storia Naturale ritiene quello che sarà un cambiamento epocale possibile ma non immune da problemi. Affinché questo genere di “alimento” possa arrivare fresco sulle nostre tavole lo si dovrebbe mantenere vivo all’interno di grandi magazzini e tutto ciò comporterebbe dei costi elevatissimi. Inoltre, spiega l’esperto, gli insetti non sono immuni da possibili affezioni: “Una qualunque malattia può diffondersi rapidamente e sterminare l’intera produzione di una fattoria in un solo giorno. Gli insetti sono fantastici, ma non sono la soluzione definitiva”.



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