La spiaggia di Bodrum, in Turchia
il cadavere di un bambino siriano,
un poliziotto turco,
una giovane vita affogata senza capire
una umanità che si ferma a testimoniare
uno scatto che racchiude lo sterminio di un popolo.
da: quinews
Spesso le opere d’arte e la morte sono strettamente intrecciate le une all’altra. La realtà crudele espressa in immagini può essere sgradevole; eppure se l’energia che traspare dovesse essere riconosciuta cupa e ingiusta potrebbe non essere solo a causa di ciò che rappresenta. Dobbiamo piuttosto vederla come il tentativo di affrontare ciò che di oscuro c’è nelle nostre vite e nel mondo in cui viviamo, come un processo per mutare in comprensione le nostre incomprensioni. (Guardate il blog sul PC)
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