Bernardino Luini - Salomè con la testa di Giovanni Battista, c.1525-30

domenica 26 maggio 2013

Hentai


Il panorama vietato, deviato e deviante dell’erotismo giapponese è ben descritto in “Tokyo Soup” di Ryu Murakami: liceali e studentesse universitarie che si prostituiscono per comprarsi la borsa di marca, o semplicemente per noia, file di locali in cui l’età media è 14-15 anni e le ragazze sono lì per farsi abbordare. Ryu Murakami si è messo anche dietro la macchina da presa e, da un suo libro sull’immaginario hard made in Japan, ha tratto un film di inaspettata poesia: “Tokyo decadence”. Partiamo per un viaggio – senza ritorno – nelmondo di carta, china e tante ninfette che popolano i manga giapponesi. Il termine manga deriva dall’unione di due parole del giapponese antico: "man" (immagine) e "ga" (in movimento), il concetto cardine del fumetto, anche qui da noi. Quando si parla di manga erotici e porno si parla di hentai, letteralmente significa “metamorfosi, anormalità”. L’autore di hentai libera a 360 gradi la sua fantasia: può raccontare una storia romantica, ma incestuosa, sentimentale, ma chiazzata qua e là da scene proibite.


Nessun commento: