mercoledì 5 dicembre 2012
v3n3zia segreta: il Casino degli Spiriti di Tania Danieli
Lì dove terminano le Fondamente Nove si apre un’ampia insenatura, dove un tempo i veneziani solevano fare il bagno d’estate, su cui svetta un elegante e malinconico edificio chiamato Casino degli Spiriti. In realtà si tratta della dependance di Palazzo Contarini dal Zaffo, che si affaccia sul lato opposto rispetto alla Laguna, in Fondamenta Contarini. Tutto il complesso apparteneva nel 500 a Giuseppe Contarini, cardinale e famoso mecenate. Oggi la proprietà è suddivisa tra due istituzioni religiose ed è possibile chiedere alla portineria di visitare il bellissimo giardino.
Il Casino degli spiriti, chiamato così perché ritenuto un luogo di ritrovo di spiriti irrequieti, è sempre stato considerato un luogo maledetto. Nei secoli passati si vocifera che fosse la sede di misteriose cerimonie grazie alle quali gli adepti di una setta invocavano demoni e spiriti, che poi finivano per infestare il luogo. Gran parte delle dicerie sul palazzo sono sicuramente dovute alla sua posizione isolata, il rumore della risacca unito al fischio del vento invernale alimentarono tantissime leggende popolari.
Il fantasma più famoso che si dice apparisse spesso tra le sue stanze era quello di Luzzo pittore del “500, che in quelle stanza si incontrava con Giorgione, Tiziano, Sansovino. Luzzo morì suicida a causa di un amore non corrisposto: si era follemente invaghito di una delle amanti del Giorgione, Cecilia.
La nomea di luogo maledetto nei tempi moderni ha invece origine da un vero fatto di cronaca nera. Negli anni che seguirono la fine della seconda guerra mondiale a Venezia, un periodo difficle di grande povertà, era molto diffuso il fenomeno del contrabbando, che la Guardia di Finanza cercava disperatemente di combattere a suon di retate improvvise e rincorse tra barche.
Linda Cimetta era una donna che spesso veniva a Venezia per comprare delle sigarette di contrabbando e venderle poi al mercato nero di Belluno dove viveva col marito. In città non era ben vista perché si diceva facesse anche la prostituta. Una sera improvvisamente scomparve. La polizia indagò a lungo sulla faccenda e si arrivò in fretta alla conclusione che Linda era stata vittima di un omicidio. In breve tempo vennero trovati i colpevoli che confessarono di averla ammazzata e fatta a pezzi.
Il corpo venne ritrovato però molti mesi dopo per caso da alcuni ragazzi che facevano il bagno dalla riva delle Fondamente Nove, di fronte al Casino degli Spiriti. Dalle acque della laguna apparve improvvisamente un baule pieno zeppo di seppie e granchi. I ragazzi lo portarono a riva e tantissima gente accorse per cercare di accaparrarsi un po’ di quel ben di dio. Ma immaginatevi l’orrore che li prese quando tra una seppia e l’altra emerse il corpo fatto a pezzi di una donna: Linda Cimetta. Da quel momento in poi nessun veneziano si sognerebbe mai di andare a pescare da quelle parti, vuoi per tradizione, rispetto, paura.
da venezia.net
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