martedì 28 dicembre 2010
Robert Rauschenberg, un gigante dell'arte contemporanea 1/15
“Dopo una lunga riflessione sono arrivato a concludere che in questi dipinti non vi è nulla che non potrebbe essere cambiato, possono essere guardati in qualsiasi luce e non possono essere distrutti dalla forma delle ombre”. Diceva così il compositore John Cage sulle opere dell’amico Robert Rauschenberg, artista indipendente da qualsiasi gruppo o corrente del dopoguerra che si è spento in seguito ad una polmonite il 13 maggio 2008, nella sua residenza di Captiva Island, in Florida. Era stato colpito da un ictus nel 2002. Nella sua vita fatta di viaggi, continui spostamenti ed incontri artistici decisivi, si confrontò con l’Espressionismo astratto, l’Action painting e la Pop art arrivando gradualmente a produzioni artistiche che hanno nell’universalità un motivo costante. Un progetto di comunicazione che risulta chiaramente dalle numerose collaborazioni con altri artisti del panorama americano ed europeo del dopoguerra. Le sue tecniche sono il ricalco, il “transfer-drawing”, il frottage, il retino e tutte le possibili riproduzioni in stampa come la serigrafia e l’autografia. Gli objets trouvés. La fotografia, i ritagli di giornale, i fumetti. Lettere e testi. Pittura e disegno figurativi collocati in una struttura casuale. Con lui si chiude il Novecento.
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