«Dopo avere nascosto Sarah, ho pregato, ho detto un’Ave Maria»
Se gli dicevano di dire 10 avemarie e 10 padrenostri, faceva una strage.
Perché se un musulmano si fa saltare per aria, tutti scrivono (giustamente, peraltro) che la religione gli ha dato alla testa, mentre se un cattolico violenta il cadavere della nipotina e poi dice la preghierina alla madonna, nessuno parla degli aspetti sessualmente repressivi (che possono indurre sfoghi violenti in soggetti deboli) della religione nazionale? Perché nessuno scrive in questi casi che l’idea del sesso come peccato, diffusa in mondovisione dalla chiesa cattolica romana, porta molti credenti a vivere un rapporto totalmente squilibrato con il loro corpo, e quindi con sè stessi? Il sesso è una cosa bella nelle sue mille declinazioni, e si fa con persone vive e consenzienti, senza chiedere il permesso a nessun dio e a nessun prete. Dire un’Avemaria è invece un segno d’ignoranza, una superstizione. Dirla per farsi perdonare un peccato, poi è il malcostume nazionale, perché giustifica l’idea che puoi fare quel cazzo che vuoi tanto c’è un’entità esterna che ti perdona e ti giustifica.
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