Il lupanare di Pompei era un bordello costruito su due piani, classificati in base alla categoria della clientela. Infatti, il piano terra era riservato a classi sociali modeste ed era costituito da sole 5 stanze e un bagno, mentre il primo piano aveva un entrata indipendente e comodi servizi, infatti era riservato a categorie più agiate.
Nella Roma antica la prostituzione era un’attività fiorente e non scandalosa: si stima che nel I sec. le donne dedite al mestiere, regolarmente registrate e che quindi pagavano le tasse, fossero parecchie migliaia, ma un numero molto inferiore alla realtà, visto che anche all'epoca impazzava il lavoro in nero per eludere il fisco.
La maggioranza delle prostitute erano schiave o liberte, anche se non mancavano donne libere ridotte in miseria, magari in quanto vedove, o aristocratiche, chiamate "famosae", che esercitavano per voglia di trasgressione, o per fare soldi, o come sfida ai benpensanti o per cocenti delusioni d'amore.

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