Con la nuova legge di bilancio, il governo guidato da Giorgia Meloni ha definito le sue priorità.
Se sono stati stanziati 2,4 milioni di euro per l'espansione del Golf Club Asiago, la cui iscrizione da socio ordinario è di 1420 euro l'anno, il nulla si ritrova nel Fondo per la cura delle persone che soffrono di disturbi del comportamento alimentare.
Con la legge di bilancio del 2021, infatti, il governo Draghi aveva istituito un Fondo nazionale per il contrasto dei disturbi dell'alimentazione e della nutrizione. Consistente in 25 milioni di euro, questi erano comunque insufficienti per fronteggiare l'emergenza che, a causa del Covid, aveva visto le richieste di cura aumentate del 30%. Con il mancato rinnovamento del Fondo e il suo conseguente azzeramento, il governo Meloni viene meno al concetto di stato e protezione sociale.
Se, da un lato, molte persone saranno costrette a spostarsi perchè sia rispettato il loro diritto ad accedere a cure garantite nel pubblico, dall'altro gli stessi servizi saranno ridimensionati o chiusi. Il personale, poi, licenziato. Senza finanziamenti verranno meno anche i progetti di formazione dello stesso. I 25 milioni di euro stanziati nel biennio 2023-2024 e, ormai, spariti, erano finalizzati all'aumento del numero degli ambulatori. Questi, inoltre, oltre a essere troppo pochi per accogliere le richieste, sono distribuiti in modo iniquo.
Delle 126 strutture presenti sul territorio nazionale, di cui 112 pubbliche e 14 private, se ne possono contare:
63 al Nord;
23 nel Centro Italia;
40 al Sud e nelle Isole.
Regioni come il Molise non ne presentano neanche una. Ad oggi, il Fondo ha permesso l'implemento dei servizi già esistenti e l'attivazione di nuovi. Allo stesso si deve l'assunzione di oltre 780 professionisti, come psicologi, psichiatri, neuropsichiatri infantili, nutrizionisti, dietisti, medici specialisti in nutrizione clinica e infermieri. A causa del sostegno finanziario venuto meno, molti saranno gli ambulatori che chiuderanno dal 31 ottobre con una complicità governativa inaccettabile.
Aumentano le persone che soffrono di DCA. Se nel 2019 se ne contavano 680.569, nel 2023 sono state 1.680.456. Secondo i dati regionali del ReNCaM, cinque anni fa sono morte circa 2.178 persone di anoressia e bulimia, mentre nel 2023 sono arrivate a 3.780. Con un'età media di 25 anni, si tratta della seconda causa di morte dopo gli incidenti stradali.
Senza il Fondo e senza una legge per l'autonomia di tali malattie nei Livelli essenziali di assistenza (LEA), i centri pubblici soffriranno ulteriormente le carenze già limitanti. Diminuiranno, inoltre, le possibilità di intercettare, con le dovute cure, i bisogni delle persone malate. È così che la lotta per l'accesso alle cure è lotta di classe.

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