Jakub Schikaneder - Poslední cesta (L'ultimo Viaggio)(ca. 1890-95)

martedì 11 settembre 2012

Cunnilingus

affresco scavi archeologici di Pompei - Terme suburbane (I sec. a.C.-I sec. d.C.)

In epoca romana erano in uso i bagni e le terme. I Romani si affidavano alle proprietà benefiche e igieniche dell’acqua e del vapore: si lavavano, spugnavano, strofinavano, strigliavano, ungevano e profumavano. 

E praticavano il sesso orale. 

Con la caduta dell’Impero e l’avvento del cristianesimo le cose cambiarono: le terme proibite, la pulizia screditata, l’acqua demonizzata. Un puzzo insopportabile sino al ‘700 inoltrato cancellò inesorabilmente ogni pratica di sesso orale, se non come manifestazione di violenza maschile. 

Di cunnilingus non si parlò più per centinaia di anni, nella convinzione che la vulva fosse inavvicinabile per il naso e la lingua per un suo puzzo intrinseco e naturale. Tante reticenze all’amore orale erano la conseguenza della disgustosa incuria che le persone avevano del proprio corpo, alimentate inoltre dall’atteggiamento maschilista e misogino dei Padri della Chiesa. San Girolamo definiva la donna “sacco di merda”. Tertulliano sosteneva che la donna fosse “un tempio di carne costruito su una cloaca”. S.Agostino fece notare che la vagina era sporca per natura in quanto “sistemata tra il meato urinario e l’orifizio anale”. 

I misogini per avallare la teoria del disgustoso puzzo di pesce, scomodarono miti e favole: Afrodite veniva dal mare, era figlia di una ninfa marina e la vulva assomiglia a una conchiglia. Un poemetto del ‘600 arriva addirittura a dire che il Diavolo, che aveva bisogno delle fiche per confondere il mondo e turbare gli uomini, le lavò tutte nel mare ma le sue fatiche furono inutili e che: “non sol del puzzor non restaron libere, ma il mar e i pesci ne divennero putridi, e l’odor delle potte ancor ritengono”.


da madonnaliberaprofessionista

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