A me questo racconto piace troppo.
E' la seconda volta che mi trovo a pubblicarlo sui miei blog ed è una cosa che faccio convinto, perchè secondo me si legge veramente con piacere, per cui... deliziatevi.
Un abbraccio all'amica Daniela.
Soffro di stress post mortem. E' il disturbo mentale tipico delle persone che si svegliano morte e non sanno di esserlo. Non è facile avere a che fare con le proprie budella di fuori. E il disgusto. Cazzo, il disgusto! E il vomito. E la colla. Io ho vomitato sapore di colla. All’inizio ho cercato di ricordare. Cosa mi è successo la sera prima? E quella prima ancora? Cosa ho fatto in ogni sera della mia esistenza? Sono rimasta stesa sul letto, confusa e debordante fluidi. Ho macinato bestemmie leccandomi le unghie. Ero felice di averle ancora. Non so perché.
L’ho capito barcollando verso il bagno. Quando ho abbracciato la tazza del cesso. Quando mi sono alzata. Quando ho pensato di provare a fare pipì. Forse cagando mi sarei sentita meglio. Ho pensato di volermi liberare. Da tutto. Non sapevo di esserlo già. Non credevo. Una seduta sulla tazza del cesso non immagina di essere morta e di aver perso piscio e merda percorrendo la via di casa, no? Avevo dolori terribili alla pancia. Terribili. Così ho pensato di avere il ciclo. Non ho mica creduto che. Non ho realizzato. Ho solo guardato.
Non so perché.
Cazzo!
Che c’è?, ha chiesto la mia coinquilina.
CAZZO!
Ti sono venute?, ha chiesto ancora.
La guardo. La vedo in piedi sulla soglia del bagno e lei allora capisce. In mezzo alle gambe ho un buco nero tumefatto tutto sangue. E la mia pancia è uno squarcio. Buco nero. Gola profonda. Si vede l’esofago. Lo stomaco. Tutto sporco. Tutto rotto. Tutto morto.
Oh, ha detto la mia coinquilina. Solo ‘oh’. Non dimenticherò mai la forma che aveva la sua bocca in quel momento. Solo la forma della sua bocca. Non so perché.
Il dottore dice che è normale. Concentrarsi sui dettagli. Probabilmente, ha aggiunto, non gradisco ricordare le urla della mia coinquilina - in quanto mia amica e confidente - in quanto rappresentante di un periodo sereno tragicamente sfuggito al mio controllo con l'improvviso e ancora inspiegabile decesso. Lo stress post mortem è molto comune fra quelli che tornano. Fra quelli che una mattina alzano lo sguardo dal ventre sfondato, guardano la propria migliore amica e le dicono di essere morte la sera prima. Fra quelli come me. Che ancora non sanno il perché.
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