domenica 7 luglio 2013
Edgar Allan Poe
da "Il ritratto ovale" di Edgar Allan Poe
[...]
E quando furono trascorse lunghe settimane e non restava ormai che ben poco a fare, null'altro che un ultimo tocco alle labbra e un tratto all'occhio, lo spirito della giovine donna palpitò ancora un istante come l'ultimo guizzo della fiamma d'una lampada. E allora il tocco fu dato e il tratto fu posto, e per un momento il pittore si trattenne in estasi davanti il proprio quadro - quel quadro che egli stesso aveva dipinto; ma un momento appresso, mentre egli stava tuttora contemplando, prese a tremare, si fe' pallido in viso e, come colpito di repentino spavento, gridando con voce possente: "davvero che è la vita istessa!" egli si rivolse bruscamente per riguardare la sua amata; essa era morta!
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