[ANSA] Niente più zona economica speciale a Cala Finanza: il progetto di installazione di un glamping da parte della società Tavolara Bay sul promontorio della località costiera nel nord est dell'isola, a Loiri Porto San Paolo, non ha più le autorizzazioni del governo.
Il governo Meloni è stato costretto a fare marcia indietro.
Il Dipartimento per il Sud di Palazzo Chigi ha ufficialmente revocato l’autorizzazione al mega resort di lusso davanti all’Isola di Tavolara, firmata appena pochi mesi fa.
In una delle baie più belle del Mediterraneo doveva sorgere un hotel a cinque stelle da 50 camere e trenta ville. Un porto turistico privato. Un campo da golf a diciotto buche.
Cinquanta ettari di macchia mediterranea, dentro un'area marina protetta, spazzati via per il lusso di pochi come vuole la politica del nostro governo.
Un progetto che aveva avuto l'ok del governo Meloni, che per firmarlo aveva usato la scorciatoia delle Zone economiche speciali, aggirando il no della Regione e le regole che dal 2006 blindano le coste sarde entro i trecento metri dal mare.
Cala Finanza sembrava già persa. E invece, poi, la retromarcia del Governo.
Perché?
Perché la Sardegna si è alzata in piedi.
Hanno vinto i centomila cittadini che hanno firmato la petizione lanciata insieme al Gruppo d'Intervento Giuridico. Hanno vinto le centinaia di persone che hanno riempito la spiaggia di Cala Finanza con bandiere e striscioni, gridando che quella baia è patrimonio di tutti. Hanno vinto le associazioni che denunciavano l'assalto ambientale da mesi, molto prima che il caso esplodesse. Ha vinto la presidente Alessandra Todde, che ha portato la Regione in tribunale contro il blitz del governo, pronta ad arrivare fino alla Corte costituzionale pur di difendere lo Statuto speciale e le coste dell'isola. Ha vinto un principio semplice: le spiagge della Sardegna appartengono ai sardi, prima che a una multinazionale con i miliardi in tasca e a un Governo sempre pronto a fare gli interessi di pochi.
E ha perso chi pensava di calare dall'alto una colata di cemento su un tesoro di tutti, sperando che nessuno se ne accorgesse. Qualcuno se n'è accorto. Centomila persone se ne sono accorte. E questa, per una volta, è una vittoria di tutti.


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