E' un copione già visto quello che si sta abbattendo in Spagna su Sanchez e il Partito Socialista Operaio Spagnolo. Sanchez è il capo dell’unico governo occidentale che ha tenuto testa a Trump sui dazi, sulle spese per le armi, sulla guerra in Iran, l’unico che ha agito contro l’aggressività di Netanyahu. Sanchez è il presidente dell’Internazionale Socialista ed è una figura di riferimento per la sinistra internazionale. Sanchez si oppone agli USA, non è un finto socialista, servo degli USA, come Tony Blair. Non si è potuto batterlo sul piano elettorale. Allora scatta con una scelta di tempo perfetta, l’intervento di alcuni giudici spagnoli, accompagnato dal suono della grancassa della destra fascista e neofranchista.
La storia si ripete. Ogni volta che un leader progressista prova ad opporsi allo strapotere USA, fa una brutta fine. È capitato tragicamente a Salvador Allende e a Olof Palme, Oscar Lafontaine fu pugnalato e si salvò per miracolo. Antonio Costa in Portogallo fu costretto alle dimissioni, dopo aver stravinto le elezioni, grazie a un giochino sporco della magistratura che aveva equivocato su u’ omonimia. Lula in Brasile fini addirittura in carcere per impedirgli di sconfiggere la destra di Bolsonaro.
Buona serata.
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