Franz Lippisch - Der Flösser Tod (La morte del zatteriere)(1897)

venerdì 12 giugno 2026

Pensierino della sera dell' EZLN






La fine della Guerra Fredda non coincide con la fine delle guerre. Al contrario, segna l’inizio di una nuova fase: una guerra diffusa, globale, permanente, in cui il conflitto non ha più un campo di battaglia riconoscibile. il mondo è entrato in una forma di conflitto permanente in cui il capitale è il vero attore bellico

Non si combatte principalmente per occupare territori, ma per riorganizzare intere società secondo le esigenze del capitalismo. 

La guerra, così intesa, si manifesta in diversi modi: 
Privatizzazioni
▪ Smantellamento dei servizi pubblici
▪ Distruzione delle economie comunitarie
▪ Migrazioni forzate
▪ Precarizzazione del lavoro
▪ Marginalizzazione delle popolazioni indigene e rurali

È ovviamente anche nei conflitti veri e propri. Il cardine di quest’analisi è che lo Stato-nazione sta perdendo progressivamente e inesorabilmente il suo ruolo storico. Non è più il principale soggetto del potere: al suo posto emergono grandi organismi finanziari, imprese transnazionali e istituzioni economiche internazionali. In questo scenario lo Stato diventa uno strumento di gestione locale di dinamiche decise altrove.

La “Quarta Guerra Mondiale”, quindi, è una condizione immanente della contemporaneità neoliberista, in cui le pratiche di dominio passano attraverso le armi, ma anche e soprattutto attraverso l’economia, la tecnologia e la fagocitazione di ogni risorsa umana e ambientale.

La Resistenza a questo processo è rappresentata da forme di difesa e costruzione autonoma: assemblee popolari, giunte di governo locale, pratiche di autogestione e un’idea di autonomia che non mira alla conquista dello Stato, ma alla possibilità di esistere al di fuori delle logiche imposte dal capitalismo.





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