La Regina Tomiri mentre decapita il Ciro il Grande e ne immerge la testa nel sangue (ca.1360)
da: "Speculum Humanae Salvationis" - Biblioteca dell'Università di Darmstadt, Germania
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Siamo VI secolo a.C. quando Ciro il Grande decide di invadere e conquistare il territorio dei Messageti stanziato in Asia centrale ad est del mar Caspio.
Secondo le narrazioni degli storici classici Ciro fu sconfitto subito nel primo attacco ai Massageti e fu costretto a battere in ritirata.
I suoi consiglieri gli suggerirono di tendere un trabocchetto alle orde scitiche [*] che lo inseguivano: i Persiani lasciarono un accampamento apparentemente abbandonato, fornito di abbondante provviste di vino. Gli Sciti, da pastori quali erano, conoscevano quali uniche bevande il latte e lo yogurt. Non erano quindi abituati al vino, anche se conoscevano invece gli effetti dell'uso di hashish. Questo fece sì che si ubriacassero immediatamente. I Persiani ne approfittarono per attaccarli e massacrarli; nella battaglia i persiani presero prigioniero Spargapise, figlio di Tomiri e generale dell'esercito che, dopo la cattura, si suicidò.
Tomiri mandò un messaggio a Ciro, sottolineando la vigliaccheria del gesto e sfidandolo in una battaglia vera. I Persiani accettarono ma ne uscirono di nuovo sconfitti con molte perdite.
Fu proprio in questa battaglia che Ciro il grande stesso fu ucciso.
Tomiri dopo la battaglia ne cercò il cadavere, dopo aver pronunciato le parole (riportate da Paolo Orosio negli Historiarum adversos paganos libri VII):
Satia te sanguine, quem sitisti
(Saziati del sangue di cui fosti assetato, e del quale sempre rimanesti insaziabile)
e gli immerse la testa in un otre di sangue, lo decapitò e ne oltraggiò il corpo in vari modi. Si narra che poi mantenne per sé la il cranio del sovrano ucciso e lo usò come coppa per il vino per tutta la vita.
[*] Gli Sciti erano un antico popolo nomade di origine iranica da non confondersi con gli Sciiti che rappresentano la seconda corrente principale dell'Islam.

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