Jake e Dinos Chapman - Yang (2012)
Vetroresina dipinta e resina - AK-47 dismesso
77 x 94 x 44,2 cm (figura)
L'opera fa parte del progetto "AKA Peace", un'iniziativa in cui diversi artisti
hanno trasformato fucili AK-47 disattivati in opere d'arte per
simboleggiare la pace e scoraggiare l'uso delle armi.
meanwhile in Italy
[…]
Non sono più i tempi in cui Matteo Salvini, da ministro dell’Interno, visitava gli stand delle principali fiere delle armi con tanto di fotografie mentre imbracciava fucili. Lega non è più punto di riferimento assoluto. Oggi è il partito di Meloni a rubare la scena. E a portare avanti la campagna culturale per le armi.
Gli appassionati del tiro sportivo possono contare sul supporto di un testimonial d’eccezione, il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari
che si «diverte», si «diletta», per sua ammissione, con il tiro. E vanta di essere lettore dei giornali che parlano di armi.
Anche da semplice senatore di opposizione, nella scorsa legislatura, il consigliere più ascoltato da Meloni si è battuto a favore degli appassionati di armi. Nel 2021 ha rivendicato, intervenendo al Senato in aula, l'abolizione del divieto di utilizzo civile e sportivo di armi e munizioni calibro 9x19. Una «liberalizzazione», era stata definita dagli armieri.
L’emendamento era stato accolto con grande soddisfazione dai titolari delle associazioni di categoria. Nel 2022 Fazzolari è stato salutato con calore all’Eos show di Verona, la fiera del settore dove prima spadroneggiava Salvini. In quell’occasione l’attuale sottosegretario, intervistato da una rivista del settore, auspicava «di togliere una serie di limitazioni insensate». Un appassionato a tutto tondo, oggi seduto in una posizione chiave.
La galleria dei meloniani legati al mondo delle armi non si ferma al potente sottosegretario. Ci sono nomi meno noti, ma dalla stessa parte della barricata. Nell’Europarlamento, c’è Pietro Fiocchi
uno degli eredi del colosso internazionale Fiocchi munizioni, che ha lasciato le quote societarie appena approdato nelle istituzioni europee. L’estrazione culturale e professionale è tuttavia chiara.Al suo fianco a Strasburgo spicca Sergio Berlato
presidente di Acr, l’associazione per la cultura rurale, a cui aderiscono anche i cacciatori. Una categoria a cui Berlato è legato a doppio filo: già nel 2018 si batteva per evitare restrizioni, in sede europea, sull’aumento dei controlli e sulla circolazione delle armi legalmente detenute. Così come l’ex assessora in Veneto e oggi anche lei eurodeputata, Elena Donazzan
che negli anni si è sempre spesa per difendere l’attività venatoria. Le punte di diamante degli appassionati delle armi.
C’è poi tutta la battaglia per la caccia. Non è un caso che la maggioranza abbia rimesso al centro il disegno di legge sull’attività venatoria, attualmente in esame al Senato, che vede la prima firma del capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Madama, Lucio Malan
sottoscritto da tutti i partiti della maggioranza, compreso Noi moderati. Gli appassionati delle doppiette hanno come nume tutelare il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida
sponsor governativo del ddl sulla caccia, che modifica la legislazione in vigore dal 1992. […]Del resto non è la prima volta che il governo abbraccia le istanze della caccia. Già nella prima manovra del governo Meloni, nel dicembre 2022, era stato previsto uno stanziamento aggiuntivo di mezzo milione di euro da destinare – tra gli altri beneficiari – alle associazioni venatorie nazionali riconosciute. […]
Da: Lollobrigida&Fazzolari fratelli in armi: Italia con più pistole e fucili, di Stefano Iannaccone su Domani.







3 commenti:
Só quem não tem culhões precisa ter armas.
(Solo chi è privo di coraggio ha bisogno di possedere armi.)
É a sociedade como um todo que está tomando um rumo violento e insensível.
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