Il dipinto è basato su una fotografia di famiglia del giugno 1932, raffigurante la zia dell'artista, Marianne Schönfelder, mentre tiene in braccio il piccolo Gerhard Richter, che all'epoca aveva solo quattro mesi.
Richter è noto per il suo stile "foto-pittura" (Fotomalerei), in cui dipinge accuratamente le immagini ma ne sfoca i contorni per creare un effetto pittorico che esplora la natura della memoria e della fotografia.
L'opera ha un profondo significato personale e storico; la zia Marianne fu vittima del programma di eutanasia nazista durante la Seconda Guerra Mondiale, rendendo questo dipinto anche una forma di memoriale.

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