Il 27 giugno 1994, la modella e attrice ventiseienne Anna Nicole Smith sposò il miliardario magnate del petrolio ottantanovenne J. Howard Marshall II presso la White Dove Wedding Chapel di Houston, in Texas. La cerimonia divenne uno degli spettacoli mediatici più seguiti e iconici degli anni '90 a causa della differenza di età di 63 anni tra i due e dell'immensa fortuna di Marshall. La cerimonia nuziale si è svolta in un ambiente intimo, con soli undici invitati. Sia la sposa che lo sposo indossavano abiti bianchi. La Smith sfoggiava un tradizionale abito di pizzo bianco con velo, mettendo in mostra un anello di diamanti da 22 carati. Lo sposo, anziano e di salute cagionevole, è stato accompagnato all'altare in sedia a rotelle, sulle note della canzone "Tonight I Celebrate My Love For You". La coppia ha suggellato le proprie promesse con un bacio e delle colombe bianche sono state liberate all'interno della cappella.
J. Howard Marshall II moriva 403 giorni dopo il 4 agosto 1995, lasciando ad Anna Nicole Smith tutti i suoi averi. La questione dell'eredità innescò una feroce battaglia legale, trascinata in diversi tribunali statunitensi. Per via dei verdetti contrastanti emessi dai diversi tribunali interpellati, il caso giunse alla Corte Suprema degli Stati Uniti con il nome di Marshall contro Marshall.
Secondo i legali della Smith, la loro assistita era sinceramente innamorata dell'uomo, e in ogni caso tra i due futuri coniugi era stato firmato un contratto prematrimoniale che le assegnava la metà degli averi del marito una volta divenuta vedova. Nel settembre del 2000 un giudice fallimentare californiano, riconoscendo come parzialmente vera questa tesi, assegnò alla Smith 449.754.134 $.
E. Pierce Marshall, figlio dell'imprenditore, ricorse in appello e nel giugno 2001 vinse la causa: la Smith fu condannata a rinunciare all'eredità e a pagare le ingenti spese processuali affrontate da Pierce, quantificate in un milione di dollari. Un nuovo ribaltone giudiziario, avvenuto nel marzo del 2002, fece in modo che alla Smith venissero concessi 88 milioni di dollari.
Tuttavia la causa non si chiuse. Un'ennesima svolta, sentenziata questa volta dalla Corte d'appello, stabilì nel dicembre 2004 che la Smith non dovesse essere inclusa nella lista degli eredi di Marshall. La modella fece ricorso contro questa sentenza nel settembre 2005 e, nel corso della battaglia legale, ricevette l'inatteso appoggio del governo statunitense in quanto l'amministrazione Bush le permise di usufruire degli avvocati della Casa Bianca. La Smith non riuscì mai a prendere possesso del patrimonio del marito in quanto morì, prima che la causa si concludesse, a 39 anni.
Il 7 settembre 2006, intanto, Anna Nicole aveva dato alla luce la sua secondogenita, Dannielynn Hope. Per tutta la gravidanza la Smith non volle rivelare l'identità del padre della bambina, ma dopo la sua nascita affermò di averla concepita con il suo avvocato, Howard K. Stern, che la difese nella lunga causa per l'eredità del defunto marito J.H. Marshall e che fu suo compagno nell'ultimo periodo della sua vita. Anna Nicole si trasferì con lui alle Bahamas, dove nacque sua figlia e dove celebrò un finto matrimonio con Stern.
Il 10 settembre, tre giorni dopo la nascita della piccola Dannielynn, il primogenito Daniel, che era stato vicino alla madre durante le fasi del parto, morì a soli 20 anni in circostanze dubbie, probabilmente a causa di un abuso di alcool e droga. La morte del primogenito gettò Anna Nicole in una profonda depressione.
A circa sei mesi dalla morte del figlio, l'8 febbraio 2007, Anna Nicole Smith venne trovata priva di sensi nella sua stanza dell'Hard Rock Cafe and Casino di Hollywood, Florida. Morì durante il trasporto verso il Memorial Regional Hospital. Le circostanze del decesso rimasero avvolte nel mistero per qualche settimana, finché le autorità competenti non dichiararono che la Smith morì per un collasso in seguito all'uso eccessivo e contemporaneo di almeno nove sostanze diverse. Ciò smentì le voci di suicidio e di complotto per l'assassinio di Smith, che nel frattempo avevano cominciato a circolare.
Ultimo capitolo della saga; nell' aprile 2007, un tribunale delle Bahamas sancì che, a seguito del test di paternità, il padre biologico di Dannielynn Hope fosse il fotografo Larry Birkhead, amante della modella tra il 2005 e il 2006, che aveva già rivendicato la paternità prima della morte di Anna Nicole.

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