Il valore di un uomo si rivela nell'istante in cui la vita si confronta con la morte.
da Lezioni spirituali per giovani samurai e altri scritti di Yukio Mishima
E' il 25 novembre di 40 anni fa quando Yukio Mishima pone fine alla sua vita.
Mishima personaggio difficile e complesso spesso in Europa è stato travisato ed etichettato
superficialmente come "fascista".
A me piace la definizione che ne diede Alberto Moravia: conservatore decadente.
Con la sua tragica morte avvenuta nel 1970 all'età di quarantacinque anni (data studiata e ponderata accuratamente), con il suicidio rituale (seppuku), durante l'occupazione simbolica del ministero della difesa, suggellò la conclusione insieme della sua vita e della sua vicenda letteraria. Infatti poco prima del suo suicidio aveva consegnato all'editore l'ultima parte della tetralogia Il mare della fertilità.
La sua uscita di scena era stata organizzata con lucidità maniacale e con una freddezza difficile da comprendere. Uscendo dal suo studio per andare incontro all'epilogo della sua vita lascia un biglietto in cui era scritto:
«La vita umana è breve, ma io vorrei vivere per sempre».
Tuttavia la morte aveva sempre ossessionato Mishima, durante tutta la sua vita, ossessione che si riflette chiaramente nelle sue opere.
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