Jakub Schikaneder - Poslední cesta (L'ultimo Viaggio)(ca. 1890-95)

lunedì 1 novembre 2010

Eugenio Montale


Gina è la vecchia donna di servizio dei Montale che in casa commemora il giorno dei morti.
Gina da persona di una certa età, conserva i suoi riti, la sua visione del mondo, ricorda i suoi morti, li onora.
Grande Montale nel far risaltare come la vera morte è l’indifferenza che le sta intorno, quella di chi è chiuso nell’aridità del proprio io, mentre sono vivi tutti quelli scaldati dalla sua memoria e dal suo amore.

La Gina ha acceso un candelotto per i suoi morti.
L’ha acceso in cucina, i morti sono tanti e non vicini.
Bisogna risalire a quando era bambina
e il caffellatte era un pugno di castagne secche.
Bisogna ricreare un padre piccolo e vecchio
e le sue scarpinate per trovarle un poco di vino dolce.
Di vini lui non poteva berne né dolci né secchi
perché mancavano i soldi e c’era da nutrire
i porcellini che lei portava al pascolo.
Tra i morti si può mettere la maestra che dava bacchettate
alle dita gelate della bambina. Morto
anche qualche vivente, semivivente prossimo
al traghetto. E’ una folla che non è niente
perché non ha portato al pascolo i porcellini.
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Il giorno dei morti, Quaderno di quattro anni, Mondadori, Milano [1977]
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