Jakub Schikaneder - Poslední cesta (L'ultimo Viaggio)(ca. 1890-95)

lunedì 31 maggio 2010

Alan Pollack


more tea?


Cool (immagini senza dati pescate per caso dal web)


ar-T-ette - Yuko Shimizu


Robert e Shana Parkeharrison


Robert e Shana Parkeharrison - Elegy
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Robert e Shana Parkeharrison


Robert e Shana Parkeharrison - After the Feast
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post mortem: Chaim Soutine


Le mani di Chaim Soutine fotografate post mortem da Rogi Andre nel 1943
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Baltimore

Chaim Soutine


Chaim Soutine - The Mad Woman (c. 1919)
Oil on canvas - 87 x 65.1 cm - Private collection
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darkcolors-world: asia


I versi Aurei della scuola di Pitagora - Raffaello Sanzio


Raffaello Sanzio - La scuola di Atene (1509-1510)
Palazzo Vaticano, Stanza della Segnatura
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Venera anzitutto gli Dei immortali secondo la legge, e serba il giuramento.
Onora poi i radiosi Eroi divinificati e ai daimoni sotterranei offri, secondo il rito.
Anche i genitori onora, e chi a te per sangue sia più vicino.
Degli altri, fatti amico chi per Virtù è il migliore imitandolo nel calmo parlare, nelle azioni utili. Per lieve colpa, non adirarti con l'amico sinché tu lo possa. Presso il potere vige la necessità.
Queste cose sappi, e queste altre domina: il ventre anzitutto e. così pure sonno, sesso e collera.
Non far cosa che sia turpe in faccia ad altri o a te stesso; ma soprattutto rispetta te stesso.
Poi con le opere e la parola esercita la giustizia.
In ogni cosa, di agir senza riflettere perdi l'abitudine.
Delle ricchezze e degli onori, accetta ora il venire, ora il dipartirsi.
Di quei mali, che per daimonico destino toccano ai mortali, con animo calmo, senz'ira sopporta la tua parte pur alleviandoli, per quanto ti è dato: e ricordati che non estremi sono quelli riservati dalla Moira al Saggio.
Buono o cattivo può essere il parlare degli uomini; che esso non ti turbi, non permettere che ti distolga. E se mai venisse detta falsità, ad essa calmo opponiti.
Ciò che inoltre ora ti dirò, in tutto osservalo: che nessuno, con parole o con atti, ti porti a dire o a fare cosa che per te non sia il meglio.
Prendi consiglio prima di agire a che non ne seguano effetti funesti.
Fare o dire cose futili e sciocche è da uomo misero; tu, invece, fa cose di cui non abbia a pentirti.
Nulla, dunque, di cui non sappia; scorgi quel che davvero ti è necessario - e felice sarà la tua vita.
Non conviene trascurare la salute del corpo.
Nelle bevande, nel cibo, negli esercizi ginnici serba misura. la misura, dico, che da ogni turbamento ti preserverà.
Abituati ad una vita monda e priva di mollezze e astienti dal far ciò che attira l'invidia.
Non spendere avventatamente, come chi ignora quel che vale, senza però essere gretto: la misura in ogni cosa è la perfezione. Fa dunque quel che non ti nuocerà, riflettendo bene prima di agire.
Dalla dolcezza del sonno sorgendo fissa con cura tutto ciò che nella giornata farai, e [a sera] i tuoi occhi, ancorché stanchi, non accolgano il sonno senza esserti prima chiesto quel che facesti: Dove son stato? Che cosa ho fatto? Che cosa ho omesso di quel che avrei dovuto fare?
Cominciando dalla prima azione fino all'ultima, e di nuovo tornandovi. Se hai compiuto cose, spregevoli, punisciti; se hai rettamente agito rallegrati.
Queste cose sforzati di fare, a queste cose applicati, con fervore. Ed esse ti metteranno sulla via della virtù divina.
Sì, per colui che nella nostra anima trasfuse la Tetrade, fonte perenne della natura!
Inizia dunque l'opera, ma prima gli Dèi invoca, a che te la portino a compimento.
Da tutto ciò reso forte, degli Dèi immortali e degli uomini mortali conoscerai l'essenza e come ogni cosa si svolge e giunge al termine.
Conoscerai anche come sia legge una Natura uguale a sè stessa in tutte le cose. Così non avrai vani desideri, e nulla ti resterà celato.
Saprai che gli uomini soffrono mali da loro stessi scelti. infelici che, avendolo vicino, il bene non vedono né intendono!
Pochi conoscono il modo di liberarsi dai mali: a tal segno la Moira offusca la mente dei mortali! Come trottole qua e là sono sospinti tra urti senza fine. Funesta loro compagna, una congenita, inconscia irosità li mena a rovina, irosità alla quale conviene tu non dia esca, né che ad essa resista, ma che devi scansare.
Zeus padre, da tanti mali libereresti certamente gli uomini se rivelassi loro quale sia il loro vero daimone!
Ma tu confida, perchè divina è la razza di quei mortali cui la sacra natura manifestandosi parla. Se in te v'è alcunchè di quella razza, riuscirai in ciò a cui ti esorto. Avendo risanata la tua anima da quei mali la libererai.
Astienti però dai cibi di cui ti dissi. E abbi intelletto, e nelle purgazioni, e nella liberazione dell'anima.
Ogni cosa osserva, distingui e valuta, l'intelletto dall'alto eleggendo per guida adeguata.
Allora, lasciato il corpo, salirai al libero etere. Sarai un dio immortale, incorruttibile, invulnerabile.
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cupetintemondobbbestia


Lastra di Palenque





Questa è la "Lastra di Palenque", Messico, in cui si vede un uomo seduto sopra una sorta di 'congegno' da cui sembrano sprigionarsi delle fiamme. Cosa starà manovrando? Un astronave aliena?
No.
L'immagine non è la rappresentazione di un "veicolo spaziale" ma del più comune e diffuso "albero della vita", un simbolo della religione Maya.
L'albero della vita era un simbolo che significava la rinascita dopo la morte, molto frequente nelle pietre tombali di quel popolo. Ce ne sono altre due a Palenque, sempre con lo stesso simbolo. Quello che viene interpretato come il motore del razzo è invece il "Mostro della Terra", il dio della morte guardiano degli inferi.
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guerrilla art - Banksy


Lewis Carroll


I dreamt I dwelt in marble halls,
And each damp thing that creeps and crawls
Went wobble-wobble on the walls.

da The Palace of Humbug di Lewis Carroll (1855)

(foto: Marco Arbani)

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ore 12:00 - momento zen

L'aRoma del v3l3no


Dugald Stewart Walker


The Marsh King’s Daughter
From Hans Christian Andersen Fairy Tales, 1914
Illustrated by Dugald Stewart Walker
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ore 10:00 - coffee break


Brian Dettmer


Jack Klugman


Ho detto al mio dentista che dieci dollari per togliere un dente erano tanti. Dopotutto sono solo cinque secondi di lavoro. Così mi ha tolto il dente lentamente.

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Edouard Tytgat (1879-1957)

David Gilmour Blythe (1815-1865)


David Gilmour Blythe
- The dentist
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Balthazar van den Bossche



Balthazar van den Bossche - L'estrattore di denti sulla Grand-Place a Bruxelles (1710)
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Giandomenico Tiepolo


Giandomenico Tiepolo - The Tooth Extractor (c.a 1754)
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Pietro Longhi (1702-1785)

Angillis Peter Fleming (1685-1734)


 

Jan Victors


Jan Victors - De Tandarts - The Dentist (1654)
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Michelangelo Merisi da Caravaggio


Caravaggio - The tooth puller (1609)
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Gerrit Berckheyde (1638-1698)

Adriaen van Ostade (1630-1635)

Balfour - Denti e Diplomazia


Un ragazzo domandò un giorno a Balfour che cosa fosse la diplomazia. E Balfour raccontò il seguente apologo.
C’era una volta un re orientale molto potente che aveva sognato una notte di perdere tutti i denti, uno dopo l’altro. Chiamò un derviscio, perchè gli spiegasse il sogno e questi, tutt’altro che diplomatico, gli disse: “I denti sono i tuoi figli. Essi moriranno tutti uno dopo l’altro e tu li vedrai morire”.
Il re lo fece impiccare.
Poi chiamò un altro derviscio (e questo era diplomatico), il quale disse:
“Rallegrati, Maestà. I denti sono i tuoi figli. E siccome tu sei caro agli Dei, vivrai più a lungo per la felicità del tuo popolo”.
Il re gli diede una borsa piena d’oro.
“E ora, concluse Balfour rivolto al ragazzo, puoi capire da te che cosa è la diplomazia”.

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Gerrit Dou (1613–1675)

Gerrit Dou (1613–1675)

Gerrit Dou (1613–1675)


Gerrit Dou - A Dentist by Candlelight (A Quack Doctor Examining an Old Man)(c. 1660-65)
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Andries Both (ca.1612-1641)

Jan Miense Molenaer (1610-1668)

Joos Van Craesbeeck (1605 - 1662)

Theodor Rombouts (1597-1637)

manoscritto tedesco del 1467


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dal Châh -Namé


disegno del XV sec. dal Châh -Namé (Libro dei Re) di Abu 'L Qasim Firdusi (930-1.020)
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Charaf-ed-Din (1404-1468)


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Rolando da Parma (intorno al 1250)


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Rogerio Frugardi (XIII sec.)

dal Codex Nicetas IX-X sec. a.C.


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anonimo


La vita ti morde? Prendila a calci sui denti!
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domenica 30 maggio 2010

Mindy Smith - Jolene



Di "Jolene" esistono innumerevoli cover da quella dei post punk Sisters of Mercy a quella della cantante iraniana Leila Forouhar.

...più questa suggestiva versione di Mindy Smith.

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Dolly Parton - Jolene


La Parton dichiarò che l'ispirazione per la storia le venne da una donna alta, impiegata di banca con i capelli rossi che Dolly credeva flirtasse con il marito, e dalla vulnerabilità apparente del marito al fascino della cassiera, come indicava il suo improvviso interesse nel fare frequenti puntate in banca. Nella sua performance live della canzone, Dolly spesso afferma di aver combattuto questa donna con le unghie e con i denti per il marito. Il nome "Jolene", veniva invece da una bella bimba dai capelli rossi con gli occhi verdi, che voleva il suo autografo ad un concerto.
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The White Stripes - Jolene


jolene jolene jolene jolene
I'm begging of you, please don't take my man
jolene jolene jolene jolene
please don't take him even though you can
your beauty is beyond compare
with flaming locks of auburn hair
with ivory skin
and eyes of emerald green
your smile is like a breath of spring
your voice is soft like summer rain
I cannot compete with you jolene
and he talks about you in his sleep
and there is nothing I can do to keep
from crying when he calls your name, jolene
jolene jolene jolene jolene
I'm begging of you please don't take my man
jolene jolene jolene jolene
please don't take him even though you can
well I can easily understand
how you can easily take my man
but you don't know what he means to me jolene
well you could have your choice of men
but I could never love again
he's the only one for me jolene
and I had to had to have this talk with you
my happiness depends on you
and whatever you decide to do jolene
jolene jolene jolene jolene
I'm begging of you please don't take my man
jolene jolene jolene jolene

Jolene, Jolene, Jolene, Jolene
Ti supplico, non portarmi via il mio uomo
Jolene, Jolene, Jolene, Jolene
Ti prego, non portarmelo via solo perché puoi farlo.
La tua bellezza non ha paragoni
Una chioma fiammeggiante di capelli ramati
La carnagione d’avorio
E gli occhi verde smeraldo
Il tuo sorriso è un soffio di primavera
La tua voce è dolce come una pioggia estiva
Non posso competere con te, Jolene.
Parla di te nel sonno
E io non posso far nulla per non piangere
Quando dice il tuo nome, Jolene
Jolene, Jolene, Jolene, Jolene
Ti supplico, non portarmi via il mio uomo
Jolene, Jolene, Jolene, Jolene
Ti prego, non portarmelo via, so bene che lo puoi fare
Capisco benissimo
Quanto facilmente puoi portarmi via il mio uomo
Ma non sai quanto lui sia importante per me, Jolene.
Puoi avere tutti gli uomini che vuoi
Mentre io non potrei amare mai più
Lui è l’unico per me, Jolene.
Dovevo dirti queste cose
La mia felicità dipende da te
E da ciò che deciderai di fare, Jolene.
Jolene, Jolene, Jolene, Jolene
Ti supplico, non portarmi via il mio uomo
Jolene, Jolene, Jolene, Jolene
Ti prego, non portarmelo via, so bene che lo puoi fare

"Jolene" è una canzone scritta e cantata da Dolly Parton dal suo album Jolene (1974), prodotta da Bob Ferguson. Il magazine Rolling Stones la pone al numero 217 nella lista delle 500 più belle canzoni di tutti i tempi.

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Karen Elson - "The Ghost Who Walks" (Live Acoustic)


Karen Elson (Oldham, 14 gennaio 1979) è una supermodella inglese.

La sua carriera da indossatrice inizia nel 1995, anno in cui viene scoperta da un talent scout e l'anno successivo ottiene la sua prima copertina importante: quella di Vogue Francia. Dal 1997 in poi la sua carriera da top model internazionale decolla, appare sulle copertine più prestigiose come quella di Vogue Italia e viene fotografata dai più celebri fotografi al mondo. Nel 2005 ha vinto il British Fashion Award come migliore modella dell'anno.

Altre attività 

Karen Elson ha anche lavorato nel 2003 come corista per Robert Plant, con cui ha anche registrato alcuni duetti nel 2004, anche se non sono mai stati pubblicati. Nel 2005 un suo singolo intitolato Coming Down è stato pubblicato come allegato della rivista Uncut. Nel 2006 infine ha registrato una cover di Je t'aime moi non plus insieme a Cat Power, in un cd tributo all'artista Serge Gainsbourg. Inoltre la Elson è apparsa nel video musicale dei The White Stripes Blue Orchid, ed in alcuni film dedicati al mondo della moda come Tom Ford Is Missing e War Opera e nell serie More Beautiful Women, 48 Girls e molti altri. Nel 2008 ha aperto una boutique vintage a Nashville. Nel 2007 ha duettato con Melissa Auf Der Maur nel Chelsea Hotel in New York, filmate da Craig McDean, cantando Devil's Plaything una cover dei Danzig (band)

Vita privata

La Elson è stata spesso portavoce di come l'industria della moda possa danneggiare le giovani donne, dando un ideale fisico sbagliato e malsano, ammettendo ella stessa di soffrire di disordini alimentari sin da quando aveva sette anni. Nel 2005 ha sposato Jack White del gruppo The White Stripes, dal quale ha avuto due figli Scarlett Teresa nel 2006 ed Henry Lee nel 2007.

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sabato 29 maggio 2010

Dark Sanctuary - La Clameur Du Silence




per quel che serve...

Amiche e amici,
vi porto via un po’ di tempo raccontandovi quello che sta succedendo in questi giorni a Faenza, più o meno nell’indifferenza generale.
Lo stabilimento OMSA di Faenza (RA) sta per essere chiuso, non per mancanza di lavoro, ma per mettere in pratica una politica di delocalizzazione all’estero della produzione per maggiori guadagni.
Il proprietario dell’OMSA, il signor Nerino Grassi, ha infatti deciso di spostare questo ramo di produzione in Serbia, dove ovviamente la manodopera, l’energia e il carico fiscale sono notevolmente più bassi.
Questa decisione porterà oltre 300 dipendenti, in maggior parte donne e non più giovanissime, a rimanere senza lavoro.
Le prospettive di impiego nel faentino sono scarse e le autorità hanno fatto poco e niente per incentivare Grassi a rimanere in Italia o per trovare soluzioni occupazionali alternative per i dipendenti, salvo poi spendere fiumi di parole di solidarietà adesso che non c’è più niente da fare.
Da giorni le lavoratrici stanno presidiando i cancelli dell’azienda, al freddo, notte e giorno, in un tentativo disperato di impedire il trasferimento dei macchinari, (tentativo documentato anche da Striscia la Notizia sabato scorso, ma ad onor del vero il servizio è stato brevissimo e piuttosto superficiale).
Personalmente, anche se non sono coinvolta nel problema, trovo sempre più allucinante che in Italia non esistano leggi che possano proteggere i lavoratori dall’essere trattati come mere fonti di reddito da lasciare in mezzo a una strada non appena si profili all’orizzonte l’eventualità di un guadagno più facile.
Le lavoratrici OMSA invitano tutte le donne ad essere solidali con loro,BOICOTTANDO i marchi Philippe Matignon - Sisi - Omsa - Golden Lady - Hue Donna - Hue Uomo - Saltallegro - Saltallegro Bebè - Serenella
e vi sarebbero grate se voleste dare il vostro contributo alla campagna,anche solo girando questa mail a quante più persone potete se non altro per non alimentare l’indifferenza.
Le lavoratrici OMSA ringraziano quindi per l’aiuto e il supporto che vorrete dargli quali ennesime vittime di una legislazione che protegge sempre più gli interessi unicamente lucrativi degli imprenditori che non la vita e la condizione lavorativa dei dipendenti.
Se potete diffondete, anche solo la lettura e la solidarietà al problema è un grande gesto.

Claudia Nocenti

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venerdì 28 maggio 2010

Chippy


more tea?