Pieter Bruegel il Vecchio - La Caduta di Icaro (ca. 1558)
Olio su tavola - 73,5 x 112 cm - Museo Reale delle belle arti del Belgio, Bruxelles
.
Il tema della caduta di Icaro, descritto da Ovidio, è qui trattato con estrema originalità, relegato in un angolo del dipinto, in basso a destra, tra spruzzi e piume. La maggior parte della tela è infatti occupata da una visione di Messina [dice wikipedia, altri Creta] e lo stretto arioso e inondato di luce, visto con una linea dell'orizzonte piuttosto alta che dà l'effetto quasi "a volo d'uccello". In primo piano un contadino sta arando il terreno con un cavallo al giogo, mentre un po' più sotto un pastore, col cane, sta facendo pascolare un gregge di pecore. I due personaggi principali così restano immersi nelle proprie attività e non si rendono conto dell'evento drammatico che avviene alle loro spalle; solo un uomo accovacciato in basso sembra sporgersi pigramente verso il luogo della sciagura ma in realtà è un pescatore che sta solo gettando la lenza. La nave lussuosa e snella che deve aver pur visto qualcosa di sorprendente - un ragazzo che cade dal cielo - continua indifferente a navigare [W. H. Auden]. Nel cespuglio a sinistra si scorge il teschio di un uomo morto tra le frasche, una chiara allusione al proverbio fiammingo "Nessun aratro si ferma perché muore un uomo". Il tema stesso del dipinto, quello più profondo, sembra infatti ispirarsi a questa massima, leggibile in chiave didascalica, ma anche politica: per quanto si stia verificando un evento di importanza eccezionale, la vita e le fatiche degli uomini comuni proseguono senza stravolgimenti.
In definitiva, La caduta di Icaro illustra il dramma cosmico dell’indifferenza del mondo per la sofferenza altrui, della sua meschina noncuranza dei tentativi di alcuni di elevarsi oltre i limiti riconosciuti.
...in un angolo del dipinto, in basso a destra, tra spruzzi e piume
Nel cespuglio a sinistra si scorge il teschio di un uomo morto tra le frasche...
da: wikipedia e milanoplatinum.com
3 commenti:
Io ci leggo invece la contemplazione senza agitazione ma rispettosa e attenta che bisogna avere verso i miti e i grandi personaggi della Storia. Con arte ma con umiltà, con consapevolezza del proprio posto, con senso delle proporzioni. Certo un grandissimo artista.
Invece a me disturba che il protagonista stia li, a gambe per aria, spennacchiato delle sue ali fallimentari, ignorato da tutti quando avrebbe potuto volare libero (impresa titanica per quei tempi) a dispetto della normalità di merda di tutti gli altri personaggi.
Per me voleva proprio sottolineare che puoi essere quello che vuoi alla fine della tua dipartita non frega un beato cazzo a nessuno. E' più importante la lenza, il raccolto e le pecore. Neanche il cane se lo fila.
Comunque fa pensare. E si fa ammirare. Certo le meditazioni sulla morte a quei tempi erano quotidiane. E anche ai giorni nostri...
Posta un commento