Fu membro del Gruppo dei Sei, con Darius Milhaud, Georges Auric, Arthur Honegger, Louis Durey e Germaine Tailleferre.
Il rapporto con la morte fu molto complesso per Poulenc, amante della buona vita e della spensieratezza.
La dipartita di Raymond Radiguet nel 1923 lo sconvolse così tanto che per due giorni non riuscì a fare nulla. Dopo di Radiguet, nel 1930, la perdita di Raymonde Linossier, l'unica donna con la quale avrebbe voluto mai sposarsi, fu per Poulenc veramente terribile.
Ma fu nel 1936, con la morte dell'amico e compositore Pierre-Octave Ferroud che Poulenc si avvicinò veramente alla dimensione mistica del cristianesimo: si recò in pellegrinaggio presso il Santuario della Madonna Nera di Rocamadour, al ritorno dal quale compose le "Litanies à la vierge noire" per coro femminile e orchestra (1936). In un periodo in cui era ancora alle prese con la composizione del "Concerto per organo, orchestra e timpani", commissionatogli nel 1934 dalla principessa de Polignac, interruppe quel grandioso lavoro per dedicarsi alla spiritualità riversata in musica. Gli apici del suo pensiero cristiano vennero raggiunti però negli anni '50, con la creazione del "Gloria", della "Messa in Sol minore" e dello Stabat Mater (scritto nel 1951 dopo la perdita del caro amico Christian Bérard, a cui è dedicato).
The Black Madonna of Rocamadour
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