Miles Cleveland Goodwin - Death and the Mules (2025)

sabato 25 febbraio 2012

i Moti di Milano del 1898

Achille Beltrame - Barricate in corso venezia (fine '800)
Olio su tela, Civico Museo, Milano

L'immagine del grande Achille Beltrame mostra un episodio delle tragiche giornate del maggio 1898 a Milano. Le dimostrazioni operaie, sostenute dal partito socialista, furono stroncate nel sangue dalle truppe al comando del generale Bava. La tragica repressione milanese si inquadra nei tentativi reazionari e liberticidi che contrassegnarono gli ultimi anni del regno di Umberto I.

Le vittime della carneficina non son state precisamente quantificate dagli storici per diversi motivi. Il numero esatto delle vittime mai è stato precisato: le autorità di allora fissarono in un centinaio i morti e circa 400 i feriti. Secondo la Prefettura, le vittime accertate furono 88, mentre secondo il celebre cronista e politico repubblicano Paolo Valera, i morti sarebbero stati almeno 118, e i feriti oltre 400. Secondo alcuni testimoni oculari i morti furono oltre 300.

La situazione nazionale era già problematica per la notevole disoccupazione e i bassi salari, ma il fatto decisivo per il malcontento di massa fu l'aumento di costo del grano e quindi del pane da 35 a 60 centesimi al chilo a causa degli scarsi raccolti agrari. Molti politici tentarono di organizzare la protesta in modo pacifico per poter ottenere dal governo riforme in senso democratico, ma il malessere popolare era tale che il movimentismo spontaneo di tendenza anarchica, radicale e socialista prevalse: pur non essendoci un progetto rivoluzionario, nel 1898 l'avversione popolare contro tutte le istituzioni statali e coloro che le rappresentavano toccò il suo apice nella allora breve storia d'Italia.

Per la sanguinaria repressione, a Fiorenzo Bava Beccaris, soprannominato il macellaio di Milano dall'opinione pubblica, venne conferita la croce di Grande Ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia.

Il 29 luglio del 1900, a Monza, Umberto I venne assassinato dall'anarchico Gaetano Bresci, emigrato negli Stati Uniti, che dichiarò esplicitamente di aver voluto vendicare i morti del maggio 1898 e l'offesa per la decorazione conferita a Bava Beccaris.


Corso di Porta Venezia occupata dalle truppe, Milano 1898
foto di Luca Comerio


.

Nessun commento: