Questo è un vecchio post del 2010 che ho rivisto per caso e che vi ripropongo.
Bill Stoneham - The Hands Resist Him (1972)
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Su e-bay, il sito di compravendita più noto del web, c'è una leggenda, legata al quadro che vedete qui sopra.
Come si può notare nel quadro è rappresentato un bambino che ha vicino quella che solo in apparenza è una bambina. Ad uno sguardo più attento invece, ci accorge che si tratta di una bambola, priva degli occhi, che tiene in mano un oggetto da cui escono dei fili.
Alle spalle della vetrata si vedono tante manine spuntare dall'oscurità, come minuscoli fantasmi. Tutto la scena presenta dei forti contrasti di luce, che sembrano proiettare in avanti l'immagine del bambino, il cui sguardo duro sembra divenire in apparenza più intenso man mano che lo si fissa.
Il dipinto è stato messo all'asta su eBay nel Febbraio del 2000. Il venditore sosteneva di aver trovato fortuitamente il quadro in una vecchia fabbrica abbandonata e di averlo portato a casa, vista la qualità della tela. Alla vista del dipinto, però, la figlia di appena quattro anni del venditore si era immediatamente agitata, sostenendo che le figure nel quadro si muovessero. A sostegno della tesi il venditore mostrava delle foto del quadro, in penombra, dove per effetto dei contrasti di luce, sembrava che le figure fuoriuscissero ancora più dalla tela. Non potendo più sopportare la vista del quadro e il senso di inquietudine quindi, il venditore aveva deciso di liberarsi del dipinto.
Del resto cosa farebbe chiunque si ritrovasse fra le mani un quadro inquietante, trovato in un posto abbandonato, che fa venire gli incubi alla propria bambina la notte e fa temere per propria la vita?
Ovviamente lo venderebbe su eBay!
Molti di coloro che visionavano il quadro avevano l'impressione che la bambola in realtà puntasse una pistola contro il bambino, per effetto di una strana prospettiva creata dall'intersezione fra l'oggetto che ha in mano e l'intelaiatura della finestra. Alcuni, secondo quanto scritto su internet, si sentivano male al solo guardare il dipinto e pregavano il venditore di disfarsene distruggendolo.
La curiosità suscitata dallo strano quadro e dalla sua altrettanto strana storia, portò infine a risalire al suo vero autore. Si trattava del pittore Bill Stoneham, un artista di Oackland (California) che aveva realizzato la tela nel 1972, intitolandolo “The Hands Resist Him”, letteralmente “Le mani gli resistono”.
Nell'intenzione del pittore (secondo quanto riportato nel suo sito) la porta a vetri che separa il bambino dalle inquietanti manine è il simbolo del confine fra i sogni dell'infanzia e la realtà. La bambola invece è una specie di guida fra i due mondi, mentre le manine sarebbero, beh, difficile crederlo, i sogni d'infanzia: ecco io li definirei più incubi che altro, ma ognuno la vede a modo proprio. Il bambino sulla porta non sarebbe altro che lo stesso autore, così come era stato ritratto in una propria foto all'età di cinque anni.
Dopo questo bagno di realtà, forse la leggenda del quadro sarebbe forse rientrata nei ranghi di una banale quotidianità se non fosse per il fatto che lo stesso Stoneham, pur stupito del clamore intorno alla propria tela, persa di vista ormai da molti anni, sostenne che in effetti il primo gallerista che aveva esposto il dipinto, nonché il primo giornalista ad averlo recensito morirono entro un anno dal contatto con la tela originale. Da allora questo dipinto è noto anche come "Il quadro maledetto di eBay".
Per rassicurarvi, nel caso temeste per la vostra vita: no, alle numerose persone che ne richiesero delle copie fotografiche di “The Hands Resist Him” non accadde assolutamente nulla, quindi tranquilli, non siete entrati in una storia alla “Ring” per causa mia (almeno spero!).
2 commenti:
Più recentemente si è saputo che chiunque parli della storia del quadro senza prima essersi lavato le mani è soggetto a beccarsi il covid. Per quanto ciò possa sembrare assurdo le prove del fatto sono in costante aumento.
A me piacciono queste leggende metropolitane. Come i giochi di prestigio, non cerco mai di capire, voglio crederci pur sapendo che.
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