Leonardo da Vinci - Ultima Cena (Cenacolo vinciano)(1494-98)
Tempera su muro (Tecnica Sperimentale) - 460 × 880 cm -Santa Maria delle Grazie, Milano
Purtroppo, lo stato di conservazione dell’opera è assai precario. Leonardo, infatti, decise di dipingere a secco sul muro, usando colori a tempera e a olio su una preparazione a gesso. Questa tecnica sperimentale, diversamente dall’affresco tradizionale, consentì all’artista di lavorare con la lentezza e la meticolosità che gli erano necessarie ma il colore, in origine brillantissimo, iniziò presto a cadere.
FILIPPO
GIUDA ISCARIOTA, PIETRO E GIOVANNI
Una studiosa, Carla Glori, ipotizza che Giovanni dell'Ultima Cena di Leonardo è una donna: Bianca Giovanna Sforza, la stessa che posò per la Monna Lisa.
Già la storia della primogenita del Duca Ludovico il Moro è strappacuore di suo: la ragazzina, figlia illegittima, aveva 14 anni quando morì misteriosamente dopo essersi da poco sposata. Leonardo da Vinci aveva trovato il tempo di farle il ritratto nuziale (quello che noi chiamiamo Gioconda) nonostante fosse impegnato a dipingere il Cenacolo. Purtroppo il maestro non poté ultimare l'opera per via della scomparsa prematura della modella (quando nel 1499 fuggì da Milano portò con sé la tela con l'intenzione di terminarlo), ma utilizzò i suoi delicati lineamenti nell’affresco del refettorio di Santa Maria delle Grazie - il convento dove Bianca era stata da poco sepolta - l’Ultima Cena.
Perchè il Maestro di Vinci decide di dare all’apostolo Giovanni - il prediletto di Cristo - il volto di una donna, il volto di Bianca?
Forse perché san Giovanni Evangelista è uno dei santi ritenuti omosessuali? Forse Leonardo ha voluto restituire al discepolo prediletto la sua identità sessuale, quella che la Chiesa aveva fino ad allora volutamente nascosta e camuffata, raffigurandolo con i lineamenti femminili di Bianca?
Leonardo era noto per la sua irreligiosità e scetticismo verso i dogmi di santa madre chiesa. Scrive il Vasari che «tanti furono i suoi capricci, che filosofando de le cose naturali, attese a intendere la proprietà delle erbe, continuando et osservando il moto del cielo, il corso della luna e gli andamenti del sole. Per il che fece ne l'animo un concetto sì eretico, che è non si accostava a qualsivoglia religione, stimando per avventura assai più lo esser filosofo che cristiano».
Non solo. Molte sue note mostrano disprezzo verso gli uomini di Chiesa: sui preti che dicono messa: «Molti fien quelli che, per esercitare la loro arte, si vestiran ricchissimamente, e questo parrà esser fatto secondo l'uso de' grembiuli»; sulle chiese: «Assai saranno che lasceranno li esercizi e le fatiche e povertà di vita e di roba, e andranno abitare nelle ricchezze e trionfanti edifizi, mostrando questo esser il mezzo di farsi amico a Dio»; sul vendere il Paradiso: «Infinita moltitudine venderanno pubblica e pacificamente cose di grandissimo prezzo, senza licenza del padrone di quelle, e che mai non furon loro, né in lor potestà, e a questo non provvederà la giustizia umana» o anche «Le invisibili monete [le promesse di vita eterna] faran trionfare molti spenditori di quelle»; o sui conventi: «Quelli che saranno morti [i santi , dopo mille anni, fien quelli che daranno le spese a molti vivi [i frati]»; o ironizza sui riti: «Quelli che con vestimente bianche andranno con arrogante movimento minacciando con metallo e foco [il turibolo con l'incenso] chi non faceva lor detrimento alcuno» e sulla devozione delle immagini: «Parleranno li omini alli omini che non sentiranno; aran gli occhi aperti e non vedranno; parleranno a quelli e non fie lor risposto; chiederan grazie a chi arà orecchi e non ode; faran lume a chi è orbo».
Anticlericale anche a costo di pagarla cara. Racconta sempre Dall’Orto di un misterioso incarceramento che Leonardo subì a Firenze, su cui nulla si sa, se non che Leonardo in un appunto lo attribuisce sibillinamente al fatto di aver voluto dipingere Gesù come "putto".
BARTOLOMEO, GIACOMO MINORE E ANDREA
MATTEO, GIUDA TADDEO E SIMONE
TOMMASO, GIACOMO MAGGIORE E FILIPPO
da: nicolettaorlandiposti



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